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I MIGLIORI METODI PER ASSICURARSI LA PATERNITÀ NEL REGNO ANIMALE

LA GUERRA DEGLI SPERMATOZOI

Nel mondo animale spesso i maschi devono lottare con i rivali e usare elaborati rituali di corteggiamento per conquistare le femmine e assicurarsi la discendenza. Ma in molte specie le femmine sono promiscue, per cui riuscire ad accoppiarsi non garantisce affatto la paternità. Gli spermatozoi di ciascun maschio infatti dovranno fare a gara con quelli di altri venuti prima o dopo di lui per raggiungere l’ovulo. In molti casi, per far fronte a questa competizione, i maschi hanno sviluppato astuti stratagemmi per fare in modo che gli spermatozoi dei rivali non possano fecondare la femmina. Questa corsa agli armamenti (sessuali) viene chiamata dai biologi competizione spermatica.

CONFLITTO DI INTERESSI TRA MASCHI E FEMMINE

In moltissime specie animali le femmine, se ne hanno la possibilità, si accoppiano con più di un maschio. Dal loro punto di vista, a livello evolutivo, più partner significano più possibilità che le loro uova vengano fecondate da spermatozoi portatori di buoni geni. Dal punto di vista dei singoli maschi però la promiscuità femminile è disastrosa, perché le probabilità che un individuo riesca a trasmettere i propri geni si riducono drasticamente. Dunque i maschi di queste specie si sono dovuti inventare delle strategie per aumentare le loro probabilità di essere padri. È un po’ come giocare alla lotteria: più biglietti si comprano (e meno biglietti comprano gli altri) più possibilità si hanno di vincere, solo che in questo caso al posto dei biglietti ci sono spermatozoi.

VIETATO L’ACCESSO

Il modo più semplice per assicurarsi la paternità è far sì che nessun altro maschio si avvicini alla femmina dopo la copula. In alcune specie che vivono in branco, come ad esempio gli elefanti marini, il maschio dominante può usare semplicemente la forza bruta per controllare il suo hàrem e tenere lontani i rivali.

In specie più solitarie invece una buona strategia è seguire ovunque e per più tempo possibile la femmina con la quale ci si è accoppiati, tenere lontani altri spasimanti e sperare che nel frattempo almeno uno degli spermatozoi arrivi al traguardo. In molti casi al termine della copula il maschio resta addirittura aggrappato al dorso della femmina, facendosi trasportare anche per più di un giorno e impedendo con il proprio corpo l’accesso agli altri.

GUERRA CHIMICA E CINTURE DI CASTITÀ

Il problema delle strategie sopra descritte è che comportano una fatica immane per il povero maschio, che è costretto a spendere un sacco di energie per sorvegliare la femmina e battersi con i rivali. In molte specie quindi i maschi hanno sviluppato degli stratagemmi per rendere la femmina “off-limits” senza bisogno di essere presenti fisicamente. Ad esempio i maschi della farfalla Pieris brassicae usano un metodo da guerra chimica: nel loro liquido seminale è contenuto anche lo stesso composto chimico che costituisce l’odore maschile. Di conseguenza nei giorni successivi alla copula la femmina avrà lo stesso odore di un maschio, ingannando gli altri pretendenti.

In molte specie di rettili e mammiferi invece i maschi mettono alla femmina una “cintura di castità” dopo l’accoppiamento. Essa consiste in una massa gelatinosa che viene rilasciata insieme allo sperma, e che ostruisce il canale riproduttivo della femmina impedendo fisicamente la copula. Si tratta però di un blocco temporaneo, in quanto la femmina dopo alcuni giorni riesce ad espellere il “tappo”.

Altri animali adottano soluzioni molto più drastiche per impedire alla femmina di accoppiarsi di nuovo: nei ragni, maschi e femmine hanno organi genitali a incastro e in molte specie il maschio, finita la copula, mutila i genitali della femmina in modo che gli organi sessuali di altri maschi non vi si possano più agganciare.

SGOMBRARE IL CAMPO

Nonostante tutti gli sforzi che un maschio possa fare per impedire ad una femmina di avere contatti con altri maschi dopo la copula, c’è sempre la possibilità che essa si sia accoppiata con qualcun altro prima, e che porti ancora in grembo il seme del rivale. Alcune specie quindi si sono specializzate per far fronte proprio a questa eventualità. Il maschio della passera scopaiola, durante il suo rituale di corteggiamento, picchietta ripetutamente con il becco la cloaca della femmina e quest’ultima reagisce allo stimolo espellendo lo sperma del maschio con cui si è accoppiata in precedenza.

SPERMATOZOI DA COMPETIZIONE

Nelle specie che non sono capaci di creare cinture di castità naturali e altre diavolerie, o che non possono rimuovere il seme dei rivali, i maschi hanno solo una scelta per far fronte alla competizione spermatica: creare dei super-spermatozoi in grado di battere in velocità quelli della concorrenza. Questi spermatozoi “da corsa” possono avere ad esempio code più lunghe del normale.

In alcune specie, spermatozoi di uno stesso individuo si riconoscono addirittura tra loro e collaborano per raggiungere l’ovulo nel minor tempo possibile. L’esempio più spettacolare possiamo trovarlo nel comunissimo topo selvatico, i cui spermatozoi sono dotati di una struttura ad uncino che permette loro di agganciarsi alla coda dei compagni.

In questo modo si formano dei “trenini” di centinaia di spermatozoi che, muovendosi tutti insieme in sincronia, riescono a nuotare a velocità impossibili da raggiungere per le singole cellule.

La competizione spermatica è dunque una lotta costante e senza esclusione di colpi e possiamo stare certi che il suo studio riserverà ai biologi molte altre sorprese.

BIBLIOGRAFIA

 

A cura di Giulio Nigro. Revisionato da Davide Maspero.

 

 

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