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Le 7 vaccinazioni consigliate

Le 7 vaccinazioni consigliate dal Ministero della Sanità.

LA GRANDE RIVOLUZIONE DELLE VACCINAZIONI: PREVENIRE NON È MAI STATO COSÍ SEMPLICE.

Al pari di molte grandi invenzioni, appare evidente come le vaccinazioni siano una trovata semplice e allo stesso tempo geniale, infatti, queste pratiche istruiscono il sistema immunitario a riconoscere un potenziale pericolo, predisponendo le difese necessarie in caso di un reale attacco.

Le vaccinazioni: i più efficaci strumenti preventivi per il controllo delle malattie infettive.

Ogni giorno, veniamo a contatto con una moltitudine di batteri e virus potenzialmente patogeni. Per fortuna, possediamo un intero apparato a nostra difesa, il sistema immunitario, che tiene questi approfittatori costantemente a bada (Oilproject, 2015). Tuttavia, di fronte a ospiti indesiderati particolarmente aggressivi, l’armata immunitaria può trovarsi in difficoltà nel reagire e debellarli. Dovrà quindi prendersi il tempo necessario per inquadrare il nemico e studiarne le mosse.

Conquistata la vittoria nella prima battaglia, però, quelle a seguire saranno più facili da combattere: tutto merito della memoria immunitaria. Nel caso di una seconda invasione, infatti, le nostre difese immunitarie sapranno già come muoversi e potranno reagire velocemente ed efficacemente, prima che il patogeno possa provocare danni (Tak et al, 2012).

Le vaccinazioni rappresentano un’astuta strategia per creare una memoria immunitaria, evitando che il primo contatto con un eventuale patogeno, possa rivelarsi dannoso per l’organismo.

Si parla tanto di vaccinazioni, ma cosa sono i vaccini e come sono fatti?

Principalmente esistono due tipi di profilassi immunitarie o vaccinazioni: quelle che danno una protezione immunologica passiva e quelle che forniscono una protezione attiva (Farmacovigilanza, 2015).

Qual è la differenza?

  • La protezione passiva viene ottenuta somministrando direttamente sieri ricchi di anticorpi provenienti da soggetti iperimmunizzati (animali o umani) contro un certo patogeno. Questo tipo di pratica, detta sieroprofilassi, non garantisce memoria immunologica, ma assicura una protezione immediata anche se di breve durata (alcune settimane).
  • La protezione attiva (vaccinoprofilassi) consiste nella somministrazione di agenti patogeni inattivati che conservano gli antigeni necessari per scatenare la risposta immunitaria nell’organismo e quindi stimolare la produzione di anticorpi.

Le vaccinazioni sono tutte uguali? Certo che no, in commercio sono disponibili diverse alternative.

  • I vaccini attenuati: consistono nell’uso di uno o più agenti infettivi (vaccini monovalenti o polivalenti) la cui virulenza è stata attenuata in modo da non scatenare effetti troppo severi nel soggetto vaccinato.
  • vaccini inattivati: sono formati da patogeni che hanno perso la loro virulenza, ma che conservano le caratteristiche necessarie per attivare la risposta immunitaria e hanno il vantaggio di possedere stabilità e sicurezza. Permettono, in genere, di sviluppare una protezione minore rispetto ai vaccini attenuati.
  • I vaccini a subunità: contengono solo antigeni purificati (proteine di riconoscimento) e non il patogeno intero, risultando efficaci nello stimolare il sistema immunitario, senza la presenza di altre componenti che potrebbero risultare tossiche.
  • vaccini a DNA ricombinante: si ottengono utilizzando le tecniche del DNA ricombinante, inserendo il gene per la sintesi dell’antigene in un microrganismo ospite (Sciencedirect, 2015; Levaccinazioni, 2015).

 

Le ultime due tipologie di vaccini fanno parte dei cosiddetti vaccini di nuova generazione.

Oltre agli organismi patogeni, cosa c’è nelle vaccinazioni?

Nei vaccini, oltre al patogeno, che fa da principio attivo, sono presenti piccolissime quantità di sostanze (eccipienti) necessarie per prevenire contaminazioni batteriche, evitare la perdita di efficacia nel tempo e potenziare la risposta immunitaria (Salute, 2015).

Quali sono queste sostanze? Qui, di seguito, puoi trovare le principali classi di eccipienti.

Antibiotici Prevengono la crescita batterica nelle colture vaccinali
Formaldeide Uccide virus e batteri che possono trovarsi nelle colture usate per produrre vaccini
Monossido di glutammato Usato come stabilizzante, in caso di cambiamenti di temperatura, umidità e pH
Solfato Sotto forma di sodio metabisolfito, è uno stabilizzante
Alluminio Sotto forma di sali di alluminio, utilizzato per stimolare la risposta immunitaria
Le 7 vaccinazioni  consigliate dal Ministero della Salute.

Per parlarti delle 7 vaccinazioni consigliate, mi è d’obbligo parlare delle malattie per cui queste vaccinazioni vengono consigliate dal Ministero della Sanità:

#1 Morbillo.

Malattia infettiva causata da un virus che può essere trasmesso da persona a persona, per via aerea. Il morbillo inizia con febbre alta seguita da tosse, congiuntivite e diarrea.
Caratteristica peculiare del morbillo è la comparsa di diffuse macchie rossastre su tutta la superficie del corpo. Le complicazioni più frequenti sono infezioni, otiti, polmoniti, faringiti ed encefaliti (spesso anche gravi). Nel 2002 si è verificata in Italia una vasta epidemia di morbillo, con oltre 40.000 bambini malati, più di 600 ricoverati in ospedale, 15 encefaliti e 6 decessi (Vaccinarsi-morbillo, 2015; Eurosurveillance, 2015).

#2 Parotite.

Infezione virale che inizia con gonfiore di una o più ghiandole salivari e dura circa una settimana. La parotite è la prima causa di sordità non congenita del bambino: si verifica in 3 bambini ogni 100.000 casi (Vaccinarsi-parotite, 2015).

#3 Rosolia.

Malattia causata da un virus, trasmissibile per via aerea. Le complicazioni possono essere: meningiti, pancreatiti, orchiti (infiammazione dei testicoli nei maschi e delle ovaie nelle femmine) (Vaccinarsi-rosolia, 2015).

I sintomi comprendono: febbre lieve, rigonfiamento doloroso delle linfoghiandole del capo ed eruzioni cutanee. Le complicazioni possono essere: dolori articolari, encefalite e artrite temporanea (rara). La rosolia, se contratta in gravidanza, può essere pericolosa. Spesso porta ad aborto o alla sindrome della rosolia congenita, che può causare nel nascituro sordità, ritardo mentale, infezione degli occhi, malattie del cuore, fegato e milza. 

Prima dell’introduzione del vaccino, il numero delle donne gravide infette da rosolia era alto, e altrettanto alto era il numero degli aborti o delle sindromi da rosolia congenita (Vaccinarsi-rosolia, 2015).

#4 Pertosse.

È una delle malattie infettive più contagiose che si conoscano ed è causata da un batterio. Si trasmette per via aerea, da persona a persona.
La malattia senza complicanze dura fino a 10 settimane e si sviluppa in tre stadi. Nel primo stadio si hanno starnuti, raucedine e tosse. Dopo circa 2 settimane, si manifesta una tosse caratteristica e ostinata che rende difficoltosa la respirazione. La convalescenza inizia in genere dopo 4 settimane, fino a completa remissione. Possono tuttavia insorgere complicanze polmonari, encefalopatie e persino decessi.In Italia, fino all’inizio degli anni ’90, venivano segnalati oltre 13.000 casi di pertosse ogni anno (Vaccinarsi-malattie invasive, 2015).

La diffusione delle vaccinazioni, introdotta come pratica volontaria a partire dal 1970, ha favorito il progressivo calo del numero di casi che oggi si attestano su qualche migliaio all’anno (Vaccinarsi-malattie da meningococco, 2015).

#5 Haemophilus influenzae.

È il batterio responsabile di patologie infettive localizzate nel tratto respiratorio e nelle meningi. Il batterio deve il suo nome all’errore di essere stato inizialmente riconosciuto come il microrganismo responsabile dell’influenza, che oggi sappiamo avere invece un’origine virale (Vaccinarsi-pneumococco, 2015). Tuttavia, le infezioni da Haemophilus influenzae sono potenzialmente molto più gravi di una banale influenza virale, soprattutto nei bambini. 

Haemophilus influenzae di tipo B è il ceppo più coinvolto nella patologia umana e colpisce prevalentemente bambini di età inferiore ai cinque anni. I sintomi iniziali della meningite, provocata dal batterio, sono comuni a quelli dell’influenza: febbre, bronchi intasati e mal di gola. L’evoluzione della malattia, tuttavia, può essere drammatica, causando cecità, sordità, danni cerebrali e problemi dello sviluppo, fino alla setticemia e alla morte. Un altro importante sintomo che può sopraggiungere è l’infiammazione acuta dell’epiglottide e della laringe. Questa manifestazione, in particolare, è spesso fatale perché può impedire, nei bambini, la normale respirazione. In Italia, dall’introduzione della vaccinazione contro Haemophilus influenzae, nel 1995, c’è stata una progressiva diminuzione dei casi di malattia, passando dai 63 casi del 1998 ai 5 casi del 2003. Nel 2012 è stato segnalato un solo caso di decesso (Offitt et al, 2007).

#6 Meningococco di tipo C

Batterio diffuso in tutto il mondo, ma solo alcuni tipi di questo danno origine ad una patologia.

È presente normalmente nel naso e nella gola di molte persone, senza provocare malattie. L’infezione si trasmette per via aerea. In alcuni casi, per motivi non ancora conosciuti, il meningococco causa gravi infezioni, come la meningite e la setticemia. Le forme invasive di meningococco aggrediscono di solito in modo improvviso con febbre alta, malessere generale, cefalea, nausea e vomito. Nei due terzi dei casi si possono avere eruzioni cutanee e convulsioni.Il meningococco di tipo C è il ceppo patogeno più diffuso in Europa e in Italia. Negli ultimi anni il vaccino è stato ampiamente utilizzato per bambini e adolescenti, in Paesi come l’Inghilterra, la Spagna, l’Irlanda e l’Olanda (Madsen, 2003).

#7 Pneumococco.

È la causa più comune dell’otite acuta del bambino e di gravi infezioni quali polmonite e meningite acuta.
La trasmissione avviene per via aerea ed esistono numerosi ceppi di questo batterio. Tra gli aspetti che rendono le infezioni particolarmente temibili, c’è la crescente diffusione in tutto il mondo della antibiotico-resistenza, che rende difficile la terapia e la cura. In Italia, il sistema di sorveglianza delle meningiti batteriche ha evidenziato che lo pneumococco è la prima causa di meningite batterica, soprattutto nei lattanti, nei bambini e nelle persone anziane. Come per il meningococco, molti soggetti che sono portatori sani dello Pneumococco a livello delle alte vie respiratorie, appaiono più predisposti all’infezione (Young, 2008).

Problemi e controversie.

Nonostante l’indubbia utilità delle vaccinazioni, negli ultimi anni sono sorte controversie a riguardo della sicurezza dell’uso di adiuvanti nelle vaccinazioni, in particolare, riguardo al Thimerosal, composto contenente piccole quantità di mercurio (sotto forma di etilmercurio). Questo adiuvante è stato accusato, da gruppi e associazioni di genitori, di provocare disordini neurologici e gravi malattie come l’autismo nei bambini vaccinati. L’attuale consenso scientifico internazionale, tuttavia, ritiene che non ci siano convincenti prove scientifiche che supportino tali affermazioni (Geier, 2007; Geier, 2006).

Risulta necessaria, però, una certa cautela nelle valutazioni, poiché le soglie precise di tossicità dell’etilmercurio non sono state pienamente analizzate, al contrario del metilmercurio di cui è stata accertata la tossicità. Studi epidemiologici condotti e pubblicati dal genetista Mark Geier mostrerebbero una qualche correlazione tra Thimerosal e autismo (American Academy of Pediatrics, 1999; Centre for desease control and prevention, 2015; Geier, 2006).

A scopo preventivo, comunque, nel luglio 1999, la FDA ha emanato una direttiva per eliminare il Thimerosal da tutte le vaccinazioni in commercio (Unipd, 2015). A tal proposito, i produttori di vaccini si sono impegnati ad eliminare in via cautelativa questo conservante. In Italia, con un decreto ministeriale del 2002, il Ministero della Salute ha obbligato tutte le aziende produttrici di vaccini a modificare la composizione eliminando il Thimerosal o altri conservanti contenenti mercurio (American Academy of Pediatrics, 1999; Centre for desease control and prevention, 2015).

In definitiva, perché è importante fare le vaccinazioni? 

Anche solo a partire da questa breve panoramica appare chiaro quanto sia importante vaccinare. Oggi la salute è troppo spesso data per scontata (Unipd, 2015).

È opportuno ricordare che in passato, senza pratiche mediche, senza antibiotici né vaccinazioni, con nessuno degli strumenti preventivi e curativi che abbiamo oggi a disposizione, la vita media della popolazione era molto bassa, e le infezioni, all’ordine del giorno, rappresentavano la principale causa di morte.

A oggi, rimane più che mai importante continuare con le vaccinazioni anche se molte malattie non sono più diffuse e altre appaiono ormai debellate.

È importante precisare, infine, che le vaccinazioni non proteggono soltanto il soggetto vaccinato, ma tutelano, indirettamente, anche quelle persone che, per particolari problemi, non possono sottoporsi al processo di vaccinazione.

BIBLIOGRAFIA

 

A cura di Silvia Ripellino. Revisionato da Stefano Bertacchi.


About the Author : Silvia Ripellino

Studentessa in Biologia. Curiosa ed entusiasta. Appassionata del mondo. Amante della natura.

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