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Difterite

DIFTERITE, MINACCIA SEMPRE ALLE PORTE.

PERCHÉ È IMPORTANTE CONTINUARE A VACCINARSI.

La difterite è un’importante malattia infettiva di origine batterica la cui trasmissione si verifica per via aerea. È causata dal Corynebacterium diphtheriae, che agisce tramite una tossina che si diffonde nella circolazione sanguigna.

Può causare paralisi muscolari, lesioni a carico del cuore con insufficienza cardiaca, lesioni renali fino ad arrivare, in alcuni casi (5-10%), alla morte della persona colpita.

L’infezione.

Di regola i microorganismi si localizzano nella faringe e nella laringe, e man mano che si moltiplicano producono delle tossine: letali per le cellule del paziente. A volte la localizzazione primaria è sulla pelle o su un’altra mucosa.

Esistono 4 tipi di C. Diphtheriae (mitis, intermedius, gravis, belfanti, a seconda della gravità dell’infezione da essi provocata), ma solamente i ceppi tossinogenici (che producono tossine) sono in grado di produrre la tossina e di causare le complicanze più gravi della patologia. I ceppi non tossinogenici possono provocare una difterite sintomatica, ma il decorso clinico è solitamente più mite (MSD-Italia, 2012).

I sintomi.

La difterite causa la comparsa di pseudo-membrane, di solito localizzate nella faringe (faringite difterica) o a livello laringeo (laringite difterica). Queste si presentano di un color grigiastro, sono consistenti, fibrinose e possono aderire talmente tanto che la loro asportazione può provocare sanguinamento al paziente. Nei bambini piccoli, che possono non manifestare segni di malattia finché essa non si sia conclamata, le membrane sono presenti spesso già al momento della prima visita medica. Nei bambini più grandi e negli adulti mal di gola e affaticamento possono precedere la comparsa delle membrane, mentre in alcuni casi non vengono sviluppate affatto.

La malattia può progredire in modo lieve, tuttavia, nel caso della laringite difterica, può arrivare ad ostruire le vie respiratorie. In alcuni casi, le membrane possono ostruire parzialmente le vie respiratorie, in altri, l’ostruzione può essere completa, causando l’asfissia del paziente.

Nel caso della faringite difterica si osserva un’intensa linfoadenopatia cervicale (ingrossamento dei linfonodi), che, sommata all’edema dei tessuti molli (accumulo di liquidi), provoca il fenomeno conosciuto come “collo taurino“.

Poiché la faringe è un organo altamente vascolarizzato, la massima probabilità che la tossina difterica si diffonda a livello sistemico si ha in quest’ultimo caso. Alla tossina difterica, che una volta entrata nelle cellule causa l’inibizione della traduzione proteica (processo vitale), sono dovute le complicanze maggiori (cardiache, nervose e renali) e il decorso più sfavorevole della patologia, compresa la morte del paziente affetto.

Nella difterite cutanea le lesioni e le pseudomembrane si manifestano generalmente negli arti, in seguito al rilascio della tossina ad opera dei batteri. La difterite cutanea è un’infezione della pelle e può manifestarsi quando una qualsiasi lesione dei tegumenti, viene colonizzata dal batterio C. Diphtheriae.

Localizzazione geografica.

La malattia non è limitata alle zone tropicali; vaste epidemie si sono verificate anche in climi temperati e freddi. In Nord America, ad esempio, sono tutt’ora  a rischio individui in condizione di povertà.

È possibile contrastarla?

Attualmente si. Durante la grossa epidemia in Europa e negli USA del 1880 la fatalità dell’infezione era di circa il 50%. In Italia, prima dell’avvento della vaccinazione di massa (al termine della seconda guerra mondiale) si registravano alcune decine di migliaia di casi di difterite ogni anno.

I casi di malattia si sono ridotti, fino a scomparire quasi del tutto alla fine degli anni ’70, dopo che la vaccinazione antidifterica venne praticata in maniera estensiva (Levaccinazioni, 2007). Grazie al Programma, attuato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), nel periodo 1980-2000 i casi totali riportati sono stati ridotti di oltre  il 90%. Passando da 98.000 a 9.000 affetti l’anno. (World Health Organization, 2006)

Dal 1920 è disponibile un vaccino antidifterico, che contiene la tossina opportunamente modificata chimicamente per renderla innocua. Questo vaccino, inoltre, è solitamente somministrato in combinazione con il vaccino antitetanico, volto a prevenire il tetano, e con il vaccino antipertosse. (diretto contro la pertosse, malattia infettiva causata dal batterio Bordetella pertussis che colpisce le vie aeree).

In caso di contagio, si ricorre, in reparto di terapia intensiva, all’antitossina difterica e ad una terapia antibiotica (penicillina G ed eritromicina per inibire l’infezione batterica). La contagiosità delle persone non trattate con antibiotici dura generalmente 2 settimane. Nei pazienti trattati con gli opportuni antibiotici, invece, la contagiosità dura solo 4 giorni. In via occasionale, il paziente può diventare un portatore cronico anche dopo il trattamento antibiotico.

Quando bisogna ricorrere al vaccino?

L’immunizzazione con il vaccino contro difterite-tetano-pertosse (DTP) è obbligatoria per tutti i bambini (Legge 6 giugno 1939, n° 891) e deve essere praticata di routine per tutti i soggetti a rischio di contagio. È consigliata ai viaggiatori che si recano nelle zone dove la malattia è endemica. Nei soggetti già vaccinati, in caso di contagio, è sufficiente una dose di richiamo contro il tetano e la difterite (Td).

Quando si deve evitare?

Questo vaccino è da evitare solamente in casi particolari:

  • Se i bambini hanno avuto reazioni allergiche gravi a componenti del vaccino.
  • Se i bambini presentano problemi neurologici non stabilizzati e senza una causa identificata.
  • Se è presente una malattia acuta in atto grave o moderata.
Quante dosi servono?

Il ciclo di base è costituito da tre dosi del vaccino, da praticare entro il primo anno di vita del bambino (al terzo, quinto e dodicesimo mese), contemporaneamente alle altre vaccinazioni infantili. Spesso il DTP viene associato con i vaccini diretti contro l’Haemofilus influenzae di tipo B, contro la poliomielite, e l’epatite B, costituendo il cosiddetto vaccino esavalente. Una dose di richiamo (associata con le componenti contro il tetano e la pertosse) viene eseguita a 6 anni e un’altra a 14 anni.

Anche per gli adulti, il ciclo di base comprende tre dosi, di cui le prime due, praticate a distanza di circa due mesi l’una dall’altra e la terza a distanza di 6-12 mesi dalla seconda. Richiami possono essere previsti, per conservare una buona immunità, ogni 10 anni utilizzando il vaccino Td.

Una volta effettuate le dosi necessarie, la vaccinazione antidifterica conferisce una protezione pressoché totale per 10 anni, ulteriormente garantita dall’esecuzione dei richiami.

Il vaccino può dare effetti collaterali? 

Circa la metà dei bambini che ricevono vaccini esavalenti non ha alcuna reazione. La maggior parte degli altri bambini presenta solo reazioni lievi tra cui febbre o reazioni locali (dolore, rossore e gonfiore nel punto dove è stata eseguita l’iniezione). Questi si verificano in genere dopo 48 ore dalla vaccinazione e durano fino a un paio di giorni. In rari casi (1 soggetto su 10.000) si possono avere reazioni più importanti, come convulsioni, correlate alla febbre alta. In casi eccezionali (meno di 1 soggetto su 1.000.000 di vaccinati) si possono presentare reazioni allergiche, con gonfiore alla bocca, difficoltà del respiro, pressione bassa e shock. Lo dimostrano i numerosi dati e report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

“Diphtheria toxoid is one of the safest vaccines available. Severe reactions are rare, and to date no anaphylactic reactions attributable to the diphtheria component have been described.” (World Health Organization, 2006).

Sebbene le reazioni locali lievi non siano infrequenti, i benefici superano largamente i rischi. Se il rischio di severe reazione collaterali al vaccino è zero, quello di contrarre la patologia e di soffrire di danni permanenti a cuore, reni o sistema nervoso, seppur basso, esiste (The children hospital of Philadelphia, 2014).

In conclusione.

Nonostante i grandi sforzi globali, ci sono ancora alcuni paesi, specialmente nell’Africa sud-sahariana, in cui la difterite è endemica e dove la copertura vaccinale dei bambini non raggiunge nemmeno il 50%. In queste aree, mortalità e morbosità sono oggigiorno inaccettabili.

Malattie oggi dimenticate nei Paesi benestanti, come la difterite e la poliomielite, potrebbero tornare a farsi vive causando menomazioni, disabilità e morte. È successo negli anni ’90: un’epidemia di difterite negli Stati dell’Ex Unione Sovietica ha portato ad un aumento dei casi del 1500% rispetto al 1990 (157.000 riportati), richiedendo l’attuazione di un Piano d’Azione d’emergenza diretto dall’OMS (Circolare n°6 del 19 marzo 1997). Questo evento è coinciso con un notevole calo dei tassi di immunizzazione.

“Il raggiungimento ed il mantenimento di alti tassi di copertura vaccinale rappresenta il mezzo più efficace per prevenire manifestazioni epidemiche e realizzare l’obiettivo dell’eliminazione della malattia.” (Lettera circolare 400.2/12/3685 del 27 agosto 1994)

Il problema attuale è la crescente diffidenza dei genitori verso la vaccinazione dei figli.

Oggi la paura di queste malattie è scomparsa, semplicemente, perché non sono più visibili ai nostri occhi e non se ne ha memoria. D’altro lato sono manifesti i rari casi di complicazioni a seguito delle vaccinazioni (Medicinalive, 2013). In pratica, i molti effetti positivi sono nascosti, i pochi effetti negativi sono resi eclatanti.

Se nel 1900 le malattie infettive erano la prima causa di morte, arrivando fino al 60% dei casi, nel 2010 le prime cause di morte sono le malattie cardiovascolari e i tumori che, insieme, arrivano all’80% (Biochronicles, 2015). Se ora si muore di altre patologie, e non di infezioni, lo si deve all’introduzione nei primi decenni del ‘900 di antibiotici e vaccini.

La scelta di vaccinarsi e far vaccinare i propri figli è fondamentale. C’è un’assoluta certezza scientifica che un bambino vaccinato è molto più sicuro di un bambino non vaccinato. Senza una vaccinazione ci si espone al rischio di malattie che possono compromettere per sempre la salute personale e di chi ci circonda.

BIBLIOGRAFIA

 

A cura di Edoardo Vanetti. Revisionato da Mirko Zago.


About the Author : Edoardo Vanetti

Microbiologo in cerca dell'antibiotico del secolo. Appassionato di fotografia, design e mountain-bike.

1 Comment
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