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Piramide vegana |Biochronicles

La verità sulla dieta vegana

LA DIETA VEGANA

Il numero di persone che scelgono di nutrirsi solo di cibi vegetali (ovvero cereali e derivati, legumi e derivati, frutta, verdura, semi, germogli, alghe e grassi da condimento di origine vegetale), quindi senza includere derivati animali nella propria dieta  è in continuo aumento nei paesi Occidentali ed anche in Italia. Il veganismo si diffonde sempre più.

I BENEFICI

Diversi studi provano i benefici di questo regime dietetico: grazie all’ elevato contenuto di fibre, acido folico, vitamina C ed E e magnesio si possono avere bassi valori di colesterolo e di pressione sanguigna riducendo cosi il rischio di malattie cardiache.

I benefici per la salute però non sono dovuti unicamente agli alimenti di origine vegetale perché ci sono molti altri fattori in gioco. Una dieta vegana correttamente pianificata infatti non elimina solo alimenti di origine animale ma tutta una serie di alimenti che sono stati riconosciuti come potenzialmente dannosi.

I benefici della dieta vegana

Gli alimenti riconosciuti come tali sono:

zucchero raffinato: legato a fenomeni di obesità, diabete e malattie cardiache

cereali raffinati: portano a rapidi picchi di zucchero nel sangue, e aumento di peso, essi sono anche legati a molte malattie croniche

oli vegetali: ad alto contenuto di acidi grassi, aumentano l’infiammazione e il danno ossidativo

grassi trans: grassi artificiali estremamente nocivi presenti in alimenti trasformati e legati a molte malattie gravi, in particolare cardiovascolari

Considerando che la maggior parte delle malattie croniche sono relativamente nuove ( si pensi all’epidemia delle malattie cardiache che è iniziata intorno al 1930 o al cancro che è in aumento dagli ultimi decenni) capita che alcuni  associno questi problemi di salute proprio al consumo di carni ma così non è. Innanzitutto il consumo stesso della carne non è di certo iniziato recentemente essendo uno degli alimenti più antichi.

Il binomio alimentazione e cancro è invece probabilmente legato al modo in cui la carne viene cotta. Diversi studi suggeriscono infatti che l’alimento risulta essere cancerogeno quando si brucia; la crosticina dorata è acrilamide, un composto tossico.  Di conseguenza è importante utilizzare metodi di cottura più dolci al fine di evitare di bruciare la carne.
Bisogna comunque tenere in conto che si riscontra un significativo aumento del rischio di malattie croniche per le persone che hanno consumato carni trattate ed è quindi indispensabile fare una distinzione tra i vari tipi di carne.

PANORAMICA

La dieta vegana è un modello alimentare nato in Inghilterra intorno al 1950 che elimina dall’alimentazione tutti i cibi di origine animale. La dieta vegana si distingue da quella vegetariana in quanto gli alimenti animali, nella prima sono completamente assenti, nella seconda invece, sono inclusi in modo parziale. Essa attinge dalla tradizione orientale per l’elevato consumo di alghe e soia, un prodotto insostituibile da cui si ricavano il tofu, il tempeh che, insieme al seitan (derivato dal glutine di farro), diventano i sostituti della carne e del formaggio.

La dieta più equilibrata per il mantenimento della salute è una dieta onnivora, con un buon consumo di frutta e verdure crude, medie quantità di carne e una buona dose di pesce senza dimenticare la pasta e il pane.

LE CARENZE NUTRIZIONALI DEL REGIME VEGANO

Diverse ricerche dimostrano che la dieta vegana non comporti carenze nutrizionali ma questa convinzione deriva dal concetto che ogni elemento nutritivo assunto per mezzo della carne e del pesce sia integrabile ugualmente attraverso gli alimenti di origine vegetali. Purtroppo alcuni elementi provenienti da fonti vegetali, non sono assimilabili nella corretta maniera e nella corretta quantità . Alcuni di questi elementi sono il Ferro, la Vitamina B12, il Calcio ed il Potassio. Risulta infatti che i vegani facciano spesso uso di integratori alimentari, al fine di reintegrare le carenze nutrizionali.

ferro: se assunto da fonti animali è più assimilabile di quello assunto da fonti vegetali. Una dieta esclusivamente vegana non apporta all’organismo la giusta quantità e il corretto tipo di ferro necessario e viene perciò generalmente prescritta una dose di ferro di quasi due volte superiore a quella assunta dagli onnivori.

vitamina B12: è una vitamina complessa che ha una importantissima funzione legata alla salute dei globuli rossi nel midollo osseo, regolamenta il metabolismo dei lipidi ed è essenziale nella sintesi del DNA. Un basso livello di vitamina B12 aumenta i valori di omocisteina nel sangue, fenomeno legato a problemi cardiovascolari. La vitamina B12 è presente esclusivamente in elementi di origine animale, pertanto per chi segue una dieta vegana è necessaria la sua integrazione.

le carenze in una dieta vegana

calcio: è essenziale nel mantenimento e nella fortificazione delle cellule ossee, la sua carenza predispone alla decalcificazione ossea e all’osteoporosi, specialmente nelle donne. Gli alimenti vegetali usati per reintegrare il calcio sono il cavolo, i broccoli, e la rapa. Questi alimenti sono ricchi di elementi come gli ossalati che complessano lo iodio e ne impediscono la corretta assimilazione da parte dell’organismo. Lo iodio è estremamente importante per il metabolismo e per la regolarità tiroidea, di conseguenza una cura di integrazione del calcio con alimenti come cavolo e rapa può comportare alla lunga disfunzioni tiroidee.

potassio: è essenziale per le funzioni neurali ed è presente in tantissimi elementi vegetali. I maggiori contenuti di potassio si hanno nel tè in foglie, nel caffè e nella soia. L’alimento di origine animale più ricco di potassio è il latte vaccino. Altri alimenti ricchi di potassio sono i fagioli, i piselli, le albicocche.

Bisogna però tenere presente che il potassio viene eliminato e neutralizzato dalla cottura. Spesso e volentieri questi alimenti vengono bolliti e cotti (fagioli, lenticchie, piselli, caffè, tè) perdendo più della metà del contenuto di potassio. Al contrario l’assunzione di verdure crude e non concimate mantiene il contenuto in potassio originario anche se questo non sempre è possibile poiché raramente gli alimenti più ricchi di potassio vengono consumati crudi. L’assunzione di 100 g di latte (per esempio al mattino o dopo cena) con un contenuto di 1700 mg di potassio aiuta maggiormente ed evita di assumere eccessive quantità di vegetali al giorno.

LA DIETA VEGANA NON CURA IL CANCRO

Il noto programma di Italia 1 Le Iene ha realizzato diversi servizi riguardanti cure che nonostante la comprovata efficacia  sarebbero taciute e osteggiate dalla scienza convenzionale. Circa un anno fa il programma ha proposto una dieta vegana anticancro che citando il libro The China Study di Campbell  lascia intendere che molti tumori sono regrediti con tale alimentazione. Durante il servizio è stato infatti proposto di sostituire la terapia ufficiale medica per tale patologia (chemioterapici) in favore di un’alimentazione vegana.

The China Study

Nel servizio andato in onda il 7 maggio 2014 e intitolato “Alimentazione, tumore e altre malattie” si mostra invece un elenco di malattie, compreso il cancro, che verrebbero curate attraverso un cambio di alimentazione. Per rendere il servizio più veritiero vengono inserite le dichiarazioni del Prof. Veronesi  che definisce il cibo una vera e propria medicina. È assodato che un’alimentazione sana e equilibrata aiuta a prevenire numerose patologie, come sostenuto dalla totalità della comunità scientifica. A tal proposito, spesso si ripete che bisogna seguire una dieta ricca di frutta e verdura. Nel servizio del 7 maggio 2014 però vi è stata una sovrapposizione del concetto di prevenzione con il concetto di cura. A causa di questo errore è derivata la falsa convinzione che frutta e verdura guariscano dai tumori.

Steve Jobs è sempre stato vegano, ed è comunque morto giovane e con un cancro al pancreas.

Un’alimentazione sana e equilibrata aiuta a prevenire numerose patologie ma non è in grado di sostituire l’efficacia di un farmaco.

VEGANO SI MA CON QUALCHE ATTENZIONE

Il veganismo sostiene che è possibile soddisfare i bisogni nutrizionali evitando il ricorso a prodotti animali ma si deve però tenere conto di alcuni aspetti molto importanti:

  • non tutte le persone possiedono approfondite conoscenze in campo alimentare e dietetico; in assenza di tali basi è estremamente probabile lo scostamento anche di poco dai modelli alimentari proposti riducendo di conseguenza l’apporto di nutrienti al di sotto dei valori raccomandati.
  • l’elevato apporto di fibre alimentari (tipico delle diete a base strettamente vegetale)  può essere dannoso. Infatti troppe fibre apportano un eccesso di acido fitico, una sostanza che ostacola l’assorbimento di alcuni minerali – tra cui il calcio, il ferro e lo zinco – di cui tali diete sono già tendenzialmente povere.
  • infine anche se viene normalmente asportata durante la raffinazione, la parte esterna del chicco è la più esposta alle sostanze chimiche utilizzate in agricoltura. Per questo motivo è bene accertarsi della provenienza dell’alimento integrale acquistato, onde evitare l’introduzione di sostanze dannose per l’organismo.
 BIBLIOGRAFIA

 

A cura di Ionella Santangelo. Revisionato da Federico Gessa


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Associazione di Promozione Sociale per la divulgazione scientifica.

4 Comments
  1. Edoardo Vanetti 10/06/2015 at 21:27 - Reply

    Alla fine il futuro saranno gli insetti, purtroppo.

  2. […] commenti: @ogeid3 suggerisce questo articolo sulla dieta vegana, con indicazioni sugli elementi che vengono a mancare e sugli accorgimenti da […]

  3. […] ricerca ha preso in esame quattro delle diete tra le più popolari negli Stati Uniti, tra cui anche la dieta Dukan. I ricercatori hanno chiarito che, in un anno, i pazienti sottoposti […]

  4. Marcello 15/02/2016 at 16:16 - Reply

    Bell’articolo, complimenti.

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