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Paleodieta | Biochronicles

Paleodieta: i cavernicoli del XXI secolo

ALIMENTARSI COME GLI UOMINI DEL PALEOLITICO: SALUTE O MODA?

Nell’articolo “Nutrizione nel Paleolitico, una considerazione sulla sua natura e le correnti implicazioni” (Eaton, 1985) il radiologo Stanley Boyd Eaton lanciò nel lontano 1985 quella che 30 anni dopo sarebbe diventata una delle diete più seguite ed alla moda: la Paleodieta. Si tratta anche di una dieta equilibrata e salutare? Scopriamolo insieme!

COS’È LA PALEODIETA?

Durante il Paleolitico, più precisamente da 40000 anni fa, si sviluppò la nostra specie, l’Homo sapiens sapiens, a partire da antenati meno evoluti.

Paleodieta noci | Biochronicles

Da allora il patrimonio genetico dell’uomo, cioè il nostro DNA, non ha subito significativi cambiamenti. Anche lo sviluppo dell’agricoltura, circa 10000 anni fa, sembra aver avuto una minima influenza sui nostri geni: per questo motivo, sostiene il Dott. Eaton, siamo programmati a nutrirci proprio come i nostri antenati, con un’alimentazione esclusivamente a base di carni magre, pesce, frutta, vegetali, noci e semi. Sono invece da escludere completamente dalla nostra dieta tutti i tipi di cereali, latticini e legumi, che sarebbero, secondo i sostenitori della paleodieta, una della cause di gravi patologie moderne quali ipertensione, diabete o alcuni tipi di tumore.

PALEODIETA: INFORMAZIONI NUTRIZIONALI

Le ricerche del Dott. Eaton e successivamente quelle del Dott. Cordain, diventato famoso per la pubblicazione di diversi libri sulla Paleodieta, hanno postulato la composizione nutrizionale dell’alimentazione dei nostri antenati, anche basandosi sullo stile alimentare di alcune attuali popolazioni aborigene cacciatrici.

DIFFERENZE TRA LA DIETA DELL’ERA PALEOLITICA E QUELLA MODERNA

Secondo queste ricerche ci sono sette differenze fondamentali tra la dieta del Paleolitico e quella attuale (Eaton, 2010; Cordain, et al., 2005):

 

  • carico glicemico
  • composizione degli acidi grassi nella dieta
  • suddivisione dei macronutrienti (proteine, carboidrati e grassi) 
  • densità dei micronutrienti (vitamine e sali minerali)
  • contenuto di fibre
  • rapporto tra sodio e potassio
  • bilanciamento acido-base

 

Il carico glicemico, che misura l’impatto di un alimento sull’innalzamento della glicemia, è dipendente dagli zuccheri (cioè i carboidrati) in esso presenti. Un’alimentazione a base di alimenti con elevato carico glicemico (quali zuccheri raffinati, biscotti, dolciumi, bevande zuccherine, pane bianco e pasta), largamente presenti nella dieta moderna, correla con un incremento nell’insorgenza di gravi patologie, come il diabete di tipo II ed altre malattie metaboliche. Ovviamente i nostri antenati del Paleolitico non disponevano di questi cibi, in quanto sprovvisti della conoscenza necessaria alla loro preparazione.

Gli acidi grassi sono la componente dei grassi che assumiamo con la dieta. I grassi saturi, che si trovano ad esempio nei cibi raffinati e preconfezionati o negli alimenti fritti, hanno preso il sopravvento al giorno d’oggi sui grassi polinsaturi, i cosiddetti omega-3, presenti nel pesce azzurro, nei semi e nella frutta secca. Questo tipo di grassi era assunto in elevate quantità dagli uomini del Paleolitico e svolge un importante ruolo protettivo scientificamente dimostrato nei confronti delle malattie cardiovascolari.

Anche la suddivisione dei macronutrienti è molto differente nella paleodieta, dove l’energia giornaliera proviene per il 20-40% dai carboidrati, 20-35% dalle proteine e  25-45% dai grassi. Questo regime alimentare prevede quindi un consumo molto  elevato di proteine a discapito di un ridotto apporto di carboidrati rispetto ai valori di riferimento attuali (45-60% carboidrati, 10-15% proteine, 20-35% grassi) (SINU, 2014).

Un discorso analogo vale per i micronutrienti, cioè vitamine e sali minerali, spesso carenti nell’alimentazione attuale per il ridotto consumo di frutta e verdura. L’uomo del Paleolitico traeva più della metà dell’energia giornaliera dal consumo di frutti, verdure e semi, mantenendo anche un elevato consumo di fibre (più di 70 g al giorno secondo gli studi di Cordain, contro i 30 g di oggi).

Infine, la presenza di un grandissimo numero di prodotti raffinati ha contribuito ad uno sbilanciamento nel rapporto sodio/potassio e nel pH dell’organismo, contribuendo ad uno stato di infiammazione cronica.

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PALEODIETA: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

Basso indice glicemico, tanta frutta e verdura, proteine in quantità, niente zuccheri né cibi raffinati, frutta secca e semi nutrienti: tutti ottimi propositi per una dieta sana e bilanciata.

A dispetto di questi buoni propositi, ci sono almeno 5 buone ragioni per riflettere sull’approccio nutrizionale della Paleodieta.

Riflettere sulle “5 C”
  • Colesterolo: mentre le linee guida raccomandano un assunzione di colesterolo inferiore ai 300 mg al giorno, nella paleodieta tali livelli sono superiori a 500 mg. Alti livelli di colesterolo sono associati alla formazione di placche aterosclerotiche e trombosi. Una recente pubblicazione scientifica (Pastore, et al., 2015) ha sorprendentemente dimostrato come la paleodieta possa favorire un abbassamento dei livelli di colesterolo, ma si tratta di una singola ricerca su un ridotto numero di pazienti.
  • Carne: il consumo di carne nel regime del Paleolitico è molto superiore alle raccomandazioni. Su una dieta media di 2000 kcal, il 35% di proteine è rappresentato da 175 g, che per un individuo esempio di 70 kg significa 2.5 g/kg. Tenete presente che si raccomanda l’assunzione di 0.7-0.9 g/kg di proteine per persone sedentarie (SINU, 2014) con un massimo di 2 g/kg per atleti. L’eccesso di proteine assunte con la dieta paleo non verranno assorbite dall’organismo, che sarà in sovraccarico. Inoltre un eccessivo consumo di proteine di origine animale è scientificamente correlato ad una maggiore probabilità di sviluppo del cancro al colon, nonché ad un aumentato rischio di calcoli renali.
  • Carboidrati: il fabbisogno minimo giornaliero di carboidrati è di 130 g, quantità utilizzata principalmente dal cervello per svolgere correttamente le sue funzioni. Si può facilmente capire quanto siano importanti i carboidrati nella nostra alimentazione e quanto sia generalmente sbagliato eliminarli completamente dalla dieta per un lungo periodo di tempo. Cogliamo però il positivo della dieta paleo da questo punto di vista: eliminare zucchero, alimenti raffinati, cereali da colazione, bibite gasate ed altri alimenti zuccherini dalla nostra dieta farà senza subbio bene alla nostra salute. Impariamo invece ad includere carboidrati con un basso indice glicemico, come l’avena, la quinoa, l’orzo, il riso integrale o la pasta integrale, oltre che ovviamente tanta verdura e due porzioni di frutta al giorno.
Paleodieta cereali | Biochronicles
  • Calcio: questo minerale è di fondamentale importanza per la salute delle nostre ossa, la prevenzione dell’osteoporosi, il bilanciamento del pH del sangue ed il corretto funzionamento di numerose proteine. Il fabbisogno giornaliero per un adulto è di circa 800 mg, valore che non viene raggiunto in una dieta paleo, essendo completamente priva degli alimenti che lo contengono in quantità significativa, come latte, formaggi e legumi.
  • Costo: non da ultimo, soffermiamoci anche sul lato economico. La paleodieta è senz’altro un regime molto costoso, carne e pesce sono alimenti piuttosto cari, senza considerare il prezzo elevato di frutta secca e semi. Non tutti se lo potrebbero permettere.

Nonostante pochi studi clinici dimostrino alcuni possibili benefici della paleodieta nei pazienti diabetici e ipercolesterolemici (Pastore, et al., 2015; Masharani, et al., 2015), ad oggi non esistono studi scientifici a lungo termine riguardo i benefici né i rischi di questo particolare regime alimentare. Un’alimentazione equilibrata a base di proteine animali e vegetali, tanta frutta e verdura, carboidrati integrali e grassi salutari, senza privazioni ed abbinata ad un esercizio fisico regolare resta sempre la soluzione più efficace per il raggiungimento di una salute ottimale.

BIBLIOGRAFIA

A cura di Natalia Realini. Revisionato da Federico Gessa


About the Author : Natalia Realini

Biologa con master in nutrizione. Health blogger fanatica della colazione. Creativa e diplomatica. Viaggiatrice yogi.

3 Comments
  1. Micol 06/07/2015 at 18:37 - Reply

    Questo articolo è molto interessante Natalia. 🙂

    Hai individuato i punti deboli di questo stile alimentare.
    Io stessa, che ho provato questo regime in passato, modificandolo
    leggermente ed adattandolo alle mie esigenze, concordo
    con le 5 C.

  2. Natalia 07/07/2015 at 13:20 - Reply

    Grazie MIcol 🙂

  3. […] come l’alimentazione? Leggi anche: La guida definitiva alla dieta dei gruppi sanguigni! Paleodieta: i cavernicoli del XXI secolo, La verità sulla dieta vegana e Dieta Dunkan: un pericolo per la […]

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