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Acqua nel mondo | Biochronicles

Oro blu

NUOVI STUDI PER INCREMENTARE L’ORO BLU

Il nostro corpo è costituito per il 60% da acqua. La stessa superficie terrestre ne è ricoperta per il 71% per un volume pari a circa 1400 km³. Ma qual è il volume di acqua realmente utilizzabile? È sufficiente? È possibile depurarla con una metodica “tutta al naturale”?

È SUFFICIENTE?

In realtà le stime ci dicono che solo 35 milioni di km³, pari a circa il 2,5% del totale, costituisce il volume di acqua dolce (falde sotterranee e ghiacciai perenni), cioè disponibile per uso potabile e vario. I restanti 1351 milioni di km³ sono costituiti da oceani e mari, dunque da acqua salata.

Qui sorgerà spontanea la domanda: l’acqua “buona” di cui disponiamo è sufficiente?

La risposta è: SI, poiché i bisogni effettivi totali vanno dai 9000 ai 14000 km³. Sicuramente questo dato varierà a seconda della zona geografica a cui facciamo riferimento.

Acqua_nel_mondo | Biochronicles

Attualmente 26 Paesi, per un totale di 232 milioni di abitanti possono essere considerati “Paesi con scarse risorse idriche”, mentre 1 miliardo e 300 mila persone sarebbero a rischio morte secondo l’OMS non avendo accesso a fonti d’acqua potabile.

  • In molte zone di Asia e Africa, gli uomini per potersi procurare l’acqua compiono circa 6 km a piedi prelevandone circa 20 kg a spalla;
  • Gli Stati Uniti hanno scarse risorse (sebbene si pensi il contrario), ma alti consumi, (4000 litri al giorno circa solo in California);
  • In Brasile le risolse sono grandi, ma non tutta la popolazione ha accesso all’acqua potabile come dovrebbe essere;

 PERCHÉ CIÒ SUCCEDE?

Purtroppo i motivi sono svariati e riguardano principalmente lo sviluppo dei sistemi produttivi di ciascun Paese, che influiscono negativamente sulla salute e sulla qualità di vita di ogni cittadino.

I punti salienti sono tre:

  • Abuso da parte delle fasce più abbienti;
  • Malfunzionamento di sistemi idrici interni alle città (acquedotti);
  • Inquinamento e contaminazione (non controllata e abusiva), di falde acquifere ad opera di grandi siti industriali;

COME SI POTREBBE RISOLVERE IL PROBLEMA?

Gli scienziati non hanno lasciato nulla al caso, e sempre più consapevoli dell’importanza di questo tema globale, cercano ogni giorno nuove metodiche per poter giungere ad una soluzione.

Diverse le ipotesi al vaglio: si va da sistemi che purificherebbero l’acqua di fogna, sino alla riconversione dei rifiuti organici (Focus, 2015).

La Pennsylvania State University, consiglia oggi, dopo un lungo studio, una metodica “antica”, risalente addirittura ai tempi dell’Antico Egitto basata sull’utilizzo dei semi di una pianta tropicale: la Moringa Oleifera.

Moringa Olifeira | Biochronicles

MA CHE COS’È?

La Moringa Oleifera è una pianta diffusa principalmente nelle fasce equatoriali del pianeta e appartiene alla famiglia delle Moringaceae (Wikipedia, 2015). È stata conosciuta sin dall’antichità per il suo impiego (in particolare la farina ricavata dai suoi semi), nella depurazione dell’acqua nella valle del Nilo.

Questa sua caratteristica ha scaturito curiosità nel mondo scientifico, tanto da portare gli scienziati ad approfondire gli studi sull’argomento. Nel settembre 2010, venne reso noto come nei suoi semi risulti intrappolata una proteina cationica (carica positivamente) che secondo Darrell Velegol, professore di ingegneria chimica:

contiene una piccola sequenza peptidica che agisce come fosse un coltello molecolare ed è in grado di attraversare la membrana dei batteri e di ucciderli.

Semi Moringa Oleifera | Biochronicles

IL PROCESSO CHIMICO-FISICO:

  • Ogni molecola d’acqua “non pura” è circondata da batteri dotati ciascuno di membrana cellulare che funge da protezione.
  • Ogni singola membrana cellulare viene “tagliata” dal “coltello molecolare”.
  • I batteri in risposta formano un’unica membrana contenente tutto il materiale organico di scarto.
  • In queste condizioni, poiché le membrane hanno il compito di proteggere le singole cellule, quando queste difese vengono meno, i batteri muoiono.

A questo punto il seme della Moringa Oleifera agisce favorendo prima il fenomeno dell’adsorbimento (le sostanze dannose si accumulano sulla superficie di un condensato) con conseguente flocculazione (si creano dei fiocchi di materiale di scarto che si depositano sul fondo). Questi due processi permettono all’acqua pulita di rimanere in superficie. La maggiore o minore efficienza di questo processo dipende essenzialmente dal periodo di mietitura della pianta, solitamente ideale durante la stagione delle piogge, quando il seme è maturo.

ALTRE OPZIONI

Certo che sì! Unica pecca? La scarsa capacità di acqua filtrata, circa 15 ml all’ora!

Il metodo è stato messo a punto da Gerald Pollack ed i suoi colleghi dell’Università di Washington nel 2008, e purtroppo non ha ancora dato esiti innovativi da quella data ad oggi!

Il processo si basa sulla “potabilizzazione per esclusione di particelle”.

Pollack ideò un sistema formato da due tubicini del diametro di uno spillo, concentrici, in nafion, un polimero idrofilo. Quando l’acqua contenente impurità e batteri veniva fatta scorrere in questo sistema il risultato era:

  • Acqua potabile al 70-90% nelle pareti più esterne (uno spessore di qualche decimo di millimetro).
  • Impurità nel tubicino più interno.

È importante ricordare che:

  • Il 22 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua!
  • 1,3 miliardi di tonnellate di cibo buttato all’anno corrispondono a 3 Laghi di Ginevra evaporati!
  • Nel 2050 servirà il 20% di acqua in più per nutrire tutti!

 

Quindi, utilizza l’acqua, ma fallo con attenzione e consapevolezza!

 

BIBLIOGRAFIA

 

A cura di Silvia De Donno. Revisionato da Valentina Sforza 


About the Author : Silvia De Donno

Studentessa in Farmacia. Ambiziosa e perspicace. Blogger scientifica. Appassionata di poesia.

4 Comments
  1. Simone 25/08/2015 at 21:19 - Reply

    Ciao a tutti

    Sono rimasto sbigottito nell’apprendere che nel 2050 si richiederà alla terra circa il 20% in più di acqua per soddisfare la domanda umana di risorsa idrica.
    Poiché, sostengo (e anche ampiamente denunciato da vari sociologi, scienziati e pure la National Geographic) che non sono le guerre, le religioni o gli odi razziali; ma ben si la scarsità nell’approvvigionamento idrico a causare i flussi migratori dal Sud del mondo (zona più arida) verso il Nord del mondo (zone più floride).
    Grazie Valentina un ottimo articolo.

  2. Valentina Sforza 28/08/2015 at 15:54 - Reply

    L’articolo non l’ho scritto io, l’ha scritto Silvia De Donno, io ho solo avuto il piacere di correggerlo! Grazie 🙂

  3. Andrea Torti 29/08/2015 at 18:00 - Reply

    Davvero affascinante questo approccio “low-tech”! Giustissimo anche il sottolineare che il problema, più che la scarsità di risorse, è la distribuzione disomogenea delle stesse.
    Buon lavoro!

  4. emanuele 30/08/2015 at 21:36 - Reply

    Grazie Silvia,
    articolo molto interessante.
    Non conoscevo affatto le proprietà della Moringa Oleifera…

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