Menu

GUIDA AL AL MAIS OGM: TUTTO CIÒ CHE C’È DA SAPERE.

MON810 E Bt11: DUE DELLE VARIETÀ DI MAIS OGM PIÙ DIFFUSE AL MONDO. 

In questa guida, scoprirai i segreti di mais MON810 e mais Bt11. Probabilmente ti sarai chiesto cosa questi gruppi di lettere stessero a significare ed in questo articolo imparerai perché si utilizzano queste sigle e quali siano i connotati che caratterizzano queste varietà di mais OGM.

Ovviamente, stiamo parlando di due diverse varietà di mais che hanno subito delle modificazioni genetiche.

Ti svelo subito il segreto: MON810 e Bt11 sono solamente dei codici, utili alle compagnie che producono questi tipi di granturco per l’identificazione di ogni singola pianta. I nomi commerciali di queste linee, per intenderci, così come sono conosciuti dagli agricoltori, sono rispettivamente Yieldgard e Agrisure.

Incutono meno terrore vero? Anzi, a parer mio, ricordano i nomi di qualche pacifica contea inglese.

A dir la verità, non so perché i giornalisti italiani (e non solo) si ostinino ad utilizzare questi codici di identificazione per indicare il mais OGM, tuttavia, se dovessi provare ad immaginare una motivazione, direi che, l’utilizzo della sigla, potrebbe essere un’abile strategia volta a suscitare delle emozioni negative nel lettore/ascoltatore.

Attenzione, non sto rivelando teorie di complotto, ho solo notato che, ultimamente, le posizioni anti OGM, come si direbbe in gergo televisivo, fanno audience.

Perché ho parlato di emozioni negative?

Presto detto. Bt11 o ancora peggio MON810 non ricordano nulla di organico o vegetale: potrebbero essere entrambi scambiati con l’identificativo di un androide di Guerre Stellari (vedi C-3PO o R2-D2).

Che c’entra Guerre Stellari con il mais OGM? Te lo spiego subito.

L’associazione di questi nomi al concetto di artificiale, non fa altro che alimentare la paura del pubblico nei confronti di un particolare tipo di mais che, nonostante sia stato modificato dall’uomo, rimane pur sempre una pianta come tutte le altre.

Per giunta, ritengo sia un eccesso di tecnicismi, molto spesso inutili, ai fini di una divulgazione scientifica efficace (solamente se non vengono accuratamente spiegati). Sarebbe come chiamare il mio Galaxy S5, SM-G900F: capite bene che la cosa potrebbe assumere un grande significato per un ingegnere di Samsung, ma dice poco o nulla ad un normale consumatore.

Yieldgard e Agrisure.

Vediamo ora, nello specifico, le caratteristiche di queste due varietà di mais OGM.

Per cominciare Yieldgard e Agrisure sono organismi geneticamente modificati che derivano dalla medesima varietà di mais: Zea mays L. Il primo è un brevetto di Monsanto company, mentre il secondo è un brevetto di Syngenta.

Ebbene sì, sono piante brevettate. Ciò nonostante, i brevetti sono lo strumento che un’economia liberale mette a disposizione di un’azienda per tutelare i propri interessi e, per definizione, un’impresa dovrà pur guadagnare.

In ogni caso, puoi essere favorevole o contrario al concetto di brevetto, ma devi essere consapevole che non sono solo gli OGM ad essere soggetti a queste pratiche. Infatti, molti dei prodotti alimentari che troviamo nei nostri supermercati sono esclusiva di determinate società.

Puoi trovare una lista completa dei brevetti alimentari esistenti in Europa nella banca dati EPO. (European Patent Office, 2015)

Le modificazioni genetiche introdotte in Yieldgard sono principalmente quattro.

  • Un gene proveniente dal Bacillus thuringiensis (un batterio che vive normalmente nel terreno) responsabile della produzione di una serie di proteine chiamate delta-endotossine. La pianta, quando viene mangiata da larve di ditteri (come le mosche) o da lepidotteri (come le falene), libera queste tossine che danneggiano il tratto digerente di questi insetti provocandone la morte. Le delta-endotossine non sono tossiche per l’uomo.
  • Un gene proveniente da Ochrobactrum anthropi (un batterio che raramente provoca infezioni nell’uomo) responsabile della produzione di un enzima: la glifosato ossidasi. Questo conferisce alla pianta una tolleranza agli erbicidi che contengono il glifosato (un analogo dell’amminoacido glicina contenuto in un agrofarmaco venduto fino al 2001 da Monsanto) che viene degradato in due composti più semplici: l’acido amminometil fosfonico e il gliossilato.
  • Un gene proveniente da Agrobacterium tumefaciens (una batterio in grado di infettare le piante provocando la formazione di tumori nelle stesse) che causa la produzione di enzimi, utili al mais OGM, resistenti agli erbicidi che contengono il glifosato.
  • Un gene proveniente da Escherichia coli (un batterio normalmente presente nell’intestino dell’uomo) responsabile della produzione di un enzima che metabolizza la neomicina (un antibiotico ad ampio spettro). Questo enzima è necessario per migliorare la resa nella selezione delle cellule durante il processo di modificazione genetica della pianta.

 

È certo! Una pianta di questo tipo garantisce un aumento della produzione e una diminuzione dei costi per un agricoltore, sia per il minor utilizzo di pesticidi, sia per la maggior resistenza agli erbicidi che dovrebbero essere utilizzati, in ogni caso, per eliminare le erbacce dal campo coltivato.

160H

I cambiamenti introdotti in Agrisure sono soltanto due.

  • Lo stesso gene inserito in Yieldgard, proveniente dal Bacillus thuringensis, che le conferisce la medesima resistenza a ditteri e lepidotteri.
  • Un gene proveniente da Streptomyces viridochromogenes (sempre un microorganismo) che conferisce alla pianta la resistenza ad erbicidi contenenti il glufosinato (un sale di ammonio contenuto in tanti diserbanti non selettivi come Basta e Rely).

 

Anche qui, come per lo Yieldgard, appare chiaro che i vantaggi per l’agricoltore si riflettono anche sul consumatore, soprattutto, per un’eventuale diminuzione dei prezzi derivante da un minor utilizzo di pesticidi. Per non parlare dalla resistenza agli erbicidi usati in fase di coltivazione.

Entrambe le linee di mais sono state realizzate con una tecnica chiamata “microparticle bombardment technology” che in italiano potrebbe essere tradotta come “tecnologia del bombardamento a microparticelle”.

Spiegarti il funzionamento di questa tecnica non è lo scopo di questo post. Tuttavia, mi sembra d’obbligo darti qualche delucidazione in più. Il DNA è una macromolecola complessa, per lo più carica negativamente. La tecnica di “microparticle bombardment” sfrutta la capacità del DNA di interagire con le particelle di un metallo pesante (ad esempio oro o platino) caricate positivamente. Si utilizza, quindi, una vera e propria pistola, chiamata “gene gun”, per sparare all’interno delle cellule di interesse queste particelle di metallo che portano con loro il DNA. Questo DNA, se tutto andrà bene, potrà integrarsi con il genoma naturale delle cellule trattate.

Se vuoi conoscere altri metodi per creare un OGM, clicca sul link: 3 strategie per creare un OGM.

Cosa dice la legge?

Lo scorso 13 Gennaio il Parlamento Europeo ha emanato una direttiva che permette agli stati membri di decidere, in autonomia, se coltivare o non coltivare gli OGM approvati dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare). Ma questo ormai lo saprai già.

Quello che non sai, è che l’unico alimento geneticamente modificato approvato per la coltivazione dall’Unione Europea è una patata per uso industriale chiamata Amflora.

Né Yieldgard, né Agrisure (se ti fossi dimenticato MON810 e Bt11) sono stati approvati per la coltivazione da parte dell’Unione. Ad essere più precisi, bisognerebbe parlare di due tipi di approvazione: una riguardante la coltivazione nel territorio e un’altra riguardante l’utilizzo di tali piante per l’alimentazione umana e animale.

nature-field-sun-agriculture

L’autorizzazione alla coltivazione del prodotto della Monsanto è scaduta nel 2007.

L’azienda ha fatto richiesta di rinnovo, anche se, ad oggi, la pratica non sembra ancora essere stata esaminata, probabilmente per motivi politici visto che, nei vari test effettuati, l’EFSA non ha riscontrato alcun rischio per la salute umana.

Da ultimo, il rapporto redatto nel 2012 dalla stessa autorità europea riguardante l’addizione di polline di MON810 al miele. La conclusione dell’elaborato recita così:

Compared to conventional maize pollen in honey, MON810 pollen poses no additional health risk” (EFSA Journal, 2015).

Lascia certamente poco spazio all’immaginazione: il polline di Yieldgard non è più tossico del polline del mais comune.

Per quanto riguarda Agrisure, l’EFSA si è espressa in tal senso:

Bt 11-maize is as safe as conventional maize” (GMO Compass, 2015).

Di nuovo, non credo ci sia molto da discutere: Agrisure è privo di rischi come il mais convenzionale.

Quindi gli agricoltori europei non possono coltivare questi tipi di mais OGM?

Esattamente. Nonostante l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare li abbia approvati entrambi come sicuri per l’alimentazione umana ed animale.

Conclusioni.

Per finire, il Centro Comune di Ricerca dell’Unione Europea (CCR), che dispone di ben 7 istituti di ricerca dislocati in 5 paesi membri, ha dimostrato, già nel 2006, che è possibile la coesistenza tra coltivazioni tradizionali e coltivazioni geneticamente modificate .

Nella maggior parte dei casi, senza prendere nessuna particolare precauzione, se non una distanza minima che dev’essere rispettata tra la semina delle diverse colture. Distanza, che dipende dalle dimensioni dei terreni, dai venti prevalenti e dalle piantagioni in esame.

In pratica, ciò che i contadini fanno da millenni.

Non sto difendendo a spada tratta Yieldgard e Agrisure, ma ritengo solo che sia un peccato non sfruttare il potenziale di queste due mais OGM, visto che, per ora, nessuno è stato in grado di dimostrare, in modo scientifico, che esse siano dannose.

Scrivere questa guida ha richiesto parecchie ore di lavoro. Se ti è piaciuta, condividila con i tuoi amici o dona un like alla nostra pagina Facebook Biochronicles ITA.

Se invece vuoi saperne sugli OGM ti consiglio di leggere anche: Come percepiamo gli OGM?, OGM: quel che non soffoca, ingrassa e I 4 OGM che fanno bene.

Bibliografia

 

A cura di Mirko Zago. Revisionato da Edoardo Vanetti.


About the Author : Mirko Zago

Founder di Kibble, chimico ed ecologo. Adventurer per passione, innamorato della natura e content creator. Lascia che ti racconti una storia!

0 Comment

Leave a Comment

Your email address will not be published.

Related post

  TOP