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Dieta dei gruppi sanguigni

La guida definitiva alla dieta dei gruppi sanguigni!

DIMMI DI CHE GRUPPO SANGUIGNO SEI E TI DIRÒ CHE DIETA DEVI SEGUIRE.

La dieta dei gruppi sanguigni rientra tra le cosiddette fad diets”. Diete alla moda, un po’ maniacali.

La sua teoria è basata su un semplice concetto: il gruppo sanguigno AB0 è il più importante fattore per la determinazione di una dieta salutare e quindi il regime di alimentazione deve essere in funzione del proprio gruppo sanguigno.

Di conseguenza, persone con gruppo sanguigno differente digeriscono le lectine vegetali in modo differente: alcuni cibi sono compatibili col proprio gruppo sanguigno e sono salutari, mentre altri sono incompatibili e possono causare malattie.

Vediamo prima di tutto cosa sono le lectine.

Le lectine.

Sono una famiglia di proteine capaci di legare gli zuccheri e le catene saccaridiche delle glicoproteine o dei glicolipidi. Presenti nella maggior parte dei vegetali, ed in particolare nei legumi,  hanno un ruolo funzionale importante, per esempio,  nel riconoscimento tra cellule o tra recettore di membrana e molecola segnale. Le selectine, appartenenti alle lectine, mediano il legame cellula-cellula tramite le proprie catene di zuccheri.

Le lectine sono state scoperte grazie alla loro capacità di legare i globuli rossi (emoagglutinazione) causandone la precipitazione, una caratteristica che hanno in comune con gli anticorpi.

Le lectine agiscono formando dei ponti molecolari con le proteine transmembrana dei globuli rossi, provocando la formazione di aggregati cellulari. Per questo motivo le lectine vegetali sono anche dette fitoemagglutinine (Biologia della cellula, Edi. Ermes, 2007)

Nell’immagine, che trovi qui sotto, è rappresentata in modo abbastanza esplicativo l’azione delle lectine.

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Tossicità delle lectine.

Come ormai avrai potuto intuire, le lectine possono anche diventare tossiche, ma solamente se assunte in grande quantità e in modo non appropriato. Vediamo perché.

Gli effetti collaterali possono includere carenze nutrizionali, reazioni immunitarie allergiche e disturbi gastrointestinali. Questo perché le lectine interagiscono con le cellule epiteliali dell’intestino. Un recente studio in vitro ha suggerito una interferenza delle lectine con la riparazione delle cellule epiteliali già danneggiate (PlosOne, 2007).

Cibi ad alto contenuto di lectine possono portare a diarrea, nausea, gonfiore e vomito. Inoltre, possono causare irritazione ed eccessiva secrezione di muco nell’intestino, provocando una ridotta capacità di assorbimento degli zuccheri assunti con l’alimentazione.

La dottrina della dieta dei gruppi sanguigni.

Si basa su principi genetici ed evolutivi. Il gruppo sanguigno di tipo 0 è considerato il gruppo ancestrale nell’uomo, quindi, la dieta ottimale di un individuo con gruppo del genere dovrebbe somigliare alla dieta tipica dell’epoca in cui eravamo solamente cacciatori e raccoglitori. In pratica, ricche di proteine animali.

Le diete vegetariane sono più indicate per persone di gruppo A, essendosi sviluppato durante l’era dello sviluppo agricolo.

Persone di gruppo B dovrebbero assumere prodotti lattiero-caseari, poiché questo gruppo sanguigno si sviluppò, inizialmente, tra le tribù nomadi.

Infine, individui di gruppo AB dovrebbero consumare cibi intermedi a quelli consigliati per i gruppi A e B.

Anche l’attività fisica da svolgere è strettamente legata al proprio gruppo sanguigno: persone di gruppo A dovrebbero fare yoga e meditazione, mentre quelle di gruppo 0 sport faticosi.

Il padre fondatore della dieta: Peter J. D’Adamo.

Peter J. D’Adamo, uno dei più importanti esponenti della dieta e medico naturopata, ci dice queste parole:

“il gruppo sanguigno riflette la chimica interna e determina il modo in cui sono assorbiti i nutrienti a livello intestinale. Gli alimenti che vengono assorbiti correttamente e come il corpo gestisce lo stress differiscono per i vari gruppi sanguigni. Questo svolge un ruolo chiave nella perdita di peso, evitando malattie e promuovendo lo stato di salute e la longevità.” (Eat right for your type, 1998)

Il suo libro, dal titolo quanto mai esplicativo (Eat right for your type), vuole insegnare quali alimenti sia giusto consumare, in rapporto al proprio gruppo AB0, al fine di garantire il benessere fisico e mentale, nonché la perdita di peso.

Fingi, per un momento, di tornare a scuola dal dottor D’Adamo. Cosa mai potrebbe insegnarti?

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Prima di tutto, ti direbbe che non siamo fatti tutti uguali e, per questo motivo, ognuno di noi dovrebbe seguire un regime alimentare ed esercizi fisici specifici per le proprie caratteristiche.

In sostanza, ci consiglierebbe di seguire un piano personalizzato ad hoc. Oserei dire, fin qui, tutto bene.

Cibi diversi possiedono diverse tipologie di lectine. Queste vengono assorbite e distribuite nel circolo sanguigno. Alcune lectine sono in grado di legare specificatamente l’antigene A sulla superficie dei globuli rossi di tipo A, altre legano l’antigene B di quelli di gruppo B, causando l’agglutinazione che può ostruire i capillari e causare trombosi.

Ok, facciamo un passo indietro. Ti ricordi quando, all’inizio di questo post, ti ho spiegato come le lectine siano in grado di legare in modo specifico determinate glicoproteine presenti sulla membrana dei globuli rossi? Ecco, secondo D’Adamo, è proprio questo che succede quando mangiamo alimenti che contengono le lectine “sbagliate”.

Partendo da queste considerazioni, non è poi difficile comprendere le argomentazioni che sostengono la dieta dei gruppi sanguigni, vero?

Ma, sicuro che sia tutto così semplice? Perché, allora, non seguiamo tutti la dieta dei gruppi sanguigni? Continua a leggere, se vuoi scoprirlo.

Rullo di tamburi, in Italia, abbiamo il dottor Mozzi.

Un forte sostenitore italiano di questa dieta è il medico Piero Mozzi, diventato famoso anche grazie alle sue comparse come ospite nella trasmissione “Box Salute” sulla TV locale di Cremona Telecolor.

Con il cibo sbagliato finirai per ammalarti, ma allo stesso tempo con il cibo giusto potrai guarire.” (Dieta del gruppo sanguigno, 2015)

È questo il concetto su cui si basa questo tipo di dieta: ricominciare a mangiare bene per tornare a stare bene. Mozzi porta avanti i concetti espressi da D’Adamo secondo cui alimenti nocivi, non adatti al proprio sistema immunitario, possano diventare alla lunga causa di patologie di varia natura.

Il cibo contiene antigeni. Nel momento in cui mangiamo, questi antigeni possono essere riconosciuti dal sistema immunitario come “amici” o “nemici”, esattamente come avviene con batteri e virus, scatenando una risposta immunitaria che stimola la produzione di anticorpi con il compito di combattere gli sgraditi ospiti (Dieta del gruppo sanguigno, 2014). Per questo motivo alcune persone tollerano bene un determinato alimento ed altre no; ciò porterà alla formazione di patologie, più o meno gravi.

Mozzi fa anche un passo avanti rispetto a D’Adamo: l’idea che esista una dieta adatta per tutti gli individui di uno stesso gruppo sanguigno era in parte da scartare; la strategia migliore è una dieta personalizzata in base a diversi fattori che caratterizzano ciascuno di noi.

Seguendo alla lettera questi suggerimenti sarà possibile risolvere problemi come l’ipertensione e l’ipercolesterolemia, ma non solo: malattie metaboliche come il diabete, malattie dell’apparato digerente, patologie renali, dell’apparato genitale, della pelle, del fegato, del sangue (addirittura la leucemia), della tiroide e dolori osteo-articolari.

Ma non è finita qui!

Il dott. Mozzi asserisce di aver avuto ottimi risultati anche con persone malate di cancro.

Mi spiace, ma questo te le devo subito: curare una malattia estremamente complessa come il cancro, solo con la dieta, non è assolutamente pensabile.

Tuttavia, vediamo quali siano questi ottimi risultati raggiunti dal dottor Mozzi.

Netti miglioramenti si notano nell’arco di due settimane dall’inizio della dieta, ma ciò può variare in relazione al gruppo sanguigno, al tipo, alla cronicità della malattia e all’età. I gruppi 0 hanno risposte più rapide, mentre le persone di gruppo AB hanno risposte molto più lente.

Il sito del dott. Mozzi raccomanda quali cibi sia giusto consumare e quali, invece, si corretto evitare in relazione al proprio gruppo sanguigno, ma chiaramente, per motivi di copyright, le liste non sono complete.

Per vederle devi comprare uno dei suoi 4 libri.

Nel sito non potevano mancare le testimonianze positive di tutte le persone che raccontano di essere guarite: chi ha curato l’infertilità, chi le allergie alimentari, chi il diabete di tipo 2.

Accattivante la storia di Vittorio Palmerini, 57 anni, con diabete di tipo 2, ipertensione, ipercolesterolemia, operato 2 volte di ernia inguinale, infarto del miocardio, ulcera pilorica e chi più ne ha più ne metta. Un bel giorno, Vittorio decide di andare contro il parere di medici e familiari approcciandosi alla dieta dei gruppi sanguigni, guarendo completamente da ogni sciagura nel giro di un anno e liberandosi dalle 12 pastiglie quotidiane (Dieta del gruppo sanguigno, 2014).

Ora, sono due le cose:

  1. la dieta dei gruppi sanguigni è la panacea per tutti i mali;
  2. c’è “qualquadra che non cosa”.

 

Visto il crescente interesse verso questo tipo di diete alternative, il mondo accademico ne ha voluto verificare la fondatezza.

La critica scientifica.

Analizziamo i fatti. La teoria dei gruppi sanguigni è sostenuta da diversi autori; su questo non ci piove.

Tuttavia, ad oggi, non esiste alcuna prova scientifica che sostenga la dieta dei gruppi sanguigni e nemmeno alcuna prova clinica che sia in grado di migliorare la salute.

Peter J. D’Adamo, nei suoi libri pubblicati nel 1996 e nel 2004, descrive studi clinici in corso, anche se i risultati di questi studi non sono mai stati pubblicati.

La teoria secondo la quale i diversi gruppi sanguigni reagiscano in modo diverso alle lectine di origine vegetale, è stata smentita da ricerche biochimiche.

È dimostrato che non ci sono differenze nelle reazioni delle lectine con i vari tipi di gruppi AB0 umani.

Queste ricerche dimostrano che lectine specifiche per un particolare tipo AB0 non sono generalmente riscontrabili negli alimenti e che lectine, con specificità-AB0, sono più frequentemente presenti nelle piante o negli animali non alimentari.

L’evoluzione dei gruppi sanguigni.

L’erroneità delle affermazioni, fatte dai sostenitori della dieta dei gruppi sanguigni, sono celate da un velo di falsa correttezza scientifica.

Ti spiego perché.

Secondo il dottor Mozzi e Peter J D’Adamo, il gruppo sanguigno 0 è stato il primo tipo di sangue umano sviluppatosi nella storia. Stando a ciò, il gene 0 si sarebbe evoluto prima dei geni A e B.

Ok, il ragionamento fila. Peccato che il presupposto sia inequivocabilmente sbagliato.

Gli studi filogenetici sugli alleli del locus genico AB0 umani e non umani mostrano come il gene A sia stato il primo ad evolversi. Inoltre, sostengono che sarebbe stato straordinario, dal punto di vista evolutivo, che i geni normali, quelli per i tipi A e B per intenderci, si siano evoluti da un gene anomalo di tipo 0 (Revista Braileira de Ematologia e Hemoterapia, 2004).

Quindi, secondo la teoria della dieta dei gruppi sanguigni, sarebbero gli individui di gruppo A a dover tenere un alimentazione ricca di proteine animali e non gli individui di gruppo 0.

A proposito di evoluzione, vuoi sapere come funziona? Leggi anche: “Evoluzione: tutto quello che devi sapere”.

Il professor Yamamoto, inoltre,  ci fa notare come il gruppo sanguigno 0 sia comune in tutte le popolazioni di tutto il mondo (anche dove le proteine animali, per cultura, vengono scarsamente consumate) e non vi sia alcuna prova che il gene 0 rappresenti il gruppo sanguigno ancestrale, né è ragionevole supporre che un gene difettoso dovrebbe sorgere spontaneamente per poi evolvere in geni normali (Molecular Biology and Evolution, 1997)

Se vuoi sapere perché il gruppo 0 è considerato un gene anomalo o in generale ti interessano i gruppi sanguigni, scorri il post fino in fondo. Ho una sorpresa per te.

La smentita dall’Università di Toronto.

I ricercatori dell’Università di Toronto hanno pubblicato nel 2014 uno studio che dimostra come la dieta dei gruppi sanguigni non sia assolutamente valida.

Il modo in cui un individuo risponde a questa dieta non ha nulla a che vedere con il gruppo sanguigno; il successo di una dieta dipende dalla capacità di attenersi a una dieta vegetariana equilibrata e a basso contenuto di carboidrati”. (PlosOne, 2014)

Le associazioni che hanno osservato tra ciascuna delle quattro tipologie di diete e i marcatori della salute sono indipendenti dal gruppo sanguigno della persona.

I ricercatori hanno considerato un campione di popolazione di giovani e adulti sani che hanno fornito informazioni dettagliate sulla propria dieta usuale e campioni del loro sangue a digiuno. Successivamente, questi, sono stati utilizzati per isolare il DNA, determinare il loro gruppo sanguigno AB0 e il livello dei fattori di rischio cardio-metabolico (la quantità di insulina, il colesterolo e i trigliceridi). Anche l’indice di massa corporea, il girovita e la pressione sanguigna dei soggetti sono stati considerati.

Infine, sono stati calcolati dei punteggi sulla base degli alimenti citati nel libro di Peter J. D’Adamo, per determinare se ci fosse corrispondenza con ciascuna delle quattro diete del gruppo sanguigno.

La corrispondenza di certe diete con bassi livelli di marker patologici è associata ad effetti favorevoli su alcuni fattori di rischio cardiometabolico, ma queste associazioni sono indipendenti dal genotipo AB0 di un individuo.

In pratica, questi risultati non supportano l’ipotesi della dieta.

L’associazione tra queste diete e profili di rischio cardiometabolico favorevoli non deve essere sorprendente. Soprattutto se si considera, in generale, che queste diete sono a base di frutta e verdura in abbondanza, con pochi carboidrati, simili quindi al modello alimentare raccomandato dai medici.

Gli effetti benefici di queste diete, per chi li abbia riscontrati, non sono da imputare ad una correlazione specifica col proprio gruppo sanguigno.

Il parere della comunità scientifica internazionale.

Altri studi affermano che non ci sono specifici fenomeni di agglutinazione tra le lectine dei cibi in relazione ai diversi tipi di globuli rossi; anche se le lectine possono essere dannose, lo sono in ugual modo per ognuno di noi (The American Journal of Clinical Nutrition, 1980)

L’assenza di prove scientifiche è stata supportata da una review sistematica, dalla quale emerge la mancanza di studi che investigano direttamente gli effetti della dieta dei gruppi sanguigni (The American Journal of Clinical Nutrition, 2013).

Non esistono evidenze scientifiche che dimostrino un legame tra le 4 diete, i 4 tipi di sangue e benefici per la salute.

Tuttavia, esistono ricerche che collegano una maggiore vulnerabilità di alcuni tipi di sangue a particolari malattie e ci sono studi che considerano un’associazione tra la variazione genetica e la risposta a diete specifiche.

In conclusione, sembra che la dieta dei gruppi sanguigni non si basi su solide prove scientifiche e trial clinici. Quindi, anche se portasse alla perdita di peso e ad effetti positivi sulla salute lo farebbe come una qualsiasi altra dieta moderata ed equilibrata, senza alcuna correlazione col gruppo AB0 di un individuo.

Ecco la tua sorpresa. Scopri il mondo microscopico degli antigeni del sangue.

I globuli rossi degli individui di gruppo A presentano molecole identificabili come antigeni A, quelli del gruppo B hanno antigeni B, quelli del gruppo AB hanno entrambi gli antigeni, mentre quelli di gruppo 0 non hanno gli antigene A o B, ma solo l’antigene H.  Questi antigeni sono oligosaccaridi coniugati a glicoproteine e glicolipidi localizzati sulla membrana degli eritrociti.

L’antigene H è comune a tutti i gruppi (ma è specifico solo per il gruppo 0) ed è costituito da un precursore (galattosio + N acetilglucosamina) e dal fucosio (un’altro zucchero). Individui di gruppo 0 mancano degli enzimi necessari per modificare l’antigene H. Gli individui di gruppo A hanno l’enzima che trasforma il precursore H nell’antigene A (N acetilgalattosammina), quelli di gruppo B hanno l’enzima per trasformarlo nell’antigene B (galattosio), infine quelli di gruppo AB hanno entrambi gli enzimi e perciò entrambi gli antigeni (Biologia della cellula, Edi. Ermes, 2007).

Nell’immagine, che trovi qui sotto, c’è una schematica rappresentazione dei diversi antigeni.

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I gruppi sanguigni sono codificati dal locus genico del sistema AB0 che presenta gli alleli multipli IA, IB, i, in cui IA e Isono dominanti su i.

Individui di gruppo 0 hanno genotipo omozigote recessivo ii e possiedono solo l’enzima necessario per l’antigene H. Individui di gruppo A, B o AB possono essere omozigoti dominanti o eterozigoti. In realtà l’antigene H viene prodotto dall’azione dell’allele dominante H presente in un locus diverso dai geni del gruppo AB0 (Genetica, Pearson, 2010).

 

A cura di Edoardo Vanetti. Revisionato da Angelica Piccinni.

Bibliografia.


About the Author : Edoardo Vanetti

Microbiologo in cerca dell'antibiotico del secolo. Appassionato di fotografia, design e mountain-bike.

5 Comments
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  5. Sergio Sorrent 11/05/2019 at 21:04 - Reply

    Perchè No ? io ci credo , non la trovo cosi banale evoluzione della razza umana !

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