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Dieta Atkins? no, grazie!

Dieta Atkins?

No, grazie!

A partire dagli anni ‘70 la dieta dimagrante Atkins è diventata in breve tempo una delle più famose e recentemente sta ritornando in auge in una versione “aggiornata”. Promette risultati strabilianti in pochissimo tempo, ma è considerata dannosa per l’organismo e può favorire l’insorgenza di problemi gravi soprattutto a livello cardio-vascolare.

Non è riconosciuta dalla comunità scientifica come una dieta valida né per la sua efficacia né per i suoi effetti a breve e lungo termine sulla salute. Ciò è ulteriormente supportato dal comportamento dello stesso Dottor Atkins (l’ideatore della dieta, da cui essa prende il nome) che iniziò a studiare gli effetti della sua dieta soltanto dopo che questa era ormai diffusa in tutto il Nord America ed Europa. Vediamo di cosa si tratta.

La dieta Atkins (o «Atkins Nutritional Approach») stabilisce che si possa dimagrire eliminando dalla propria alimentazione carboidrati, amidi e zuccheri semplici contenuti nelle farine, nelle patate e in alcuni frutti. D’altra parte però si lascia la possibilità di consumare a piacere carne ed insaccati, latticini, uova e grassi come il burro. Apparentemente tutto ciò va contro il primo principio della termodinamica: come è possibile che l’alto contenuto calorico introdotto mangiando cibi grassi a piacere possa far perdere peso? (Council of Food and Nutritions, 1973).

L’idea di Atkins era proprio questa: eliminando i carboidrati il corpo perde la sua fonte principale di energia ed è costretto ad utilizzare le sue riserve di grasso.

Effetti a breve termine: chetosi

Il metabolismo ossidativo che produce l’energia di cui il corpo ha bisogno è un processo che funziona solo se sono presenti dei composti chiamati acetil coenzima A (CoA) e intermedi del ciclo di Krebs.

L’acetil-CoA viene prodotto partendo da zuccheri, proteine e grassi. Gli intermedi del ciclo di Krebs invece sono prodotti solo da zuccheri e proteine (anche se in tempi più lunghi e con un dispendio energetico maggiore) ma non dai grassi.

La rapida perdita di peso di chi si sottopone alla dieta Atkins (tra i 2 e i 4 kg per la prima settimana, e fino a 6 kg ogni mese, risultato quasi miracoloso se paragonato a quello di molte altre diete) sono dovute ad un fenomeno di sopravvivenza antichissimo: durante il digiuno prolungato il nostro fegato attiva un metabolismo alternativo che utilizza i grassi e le proteine per produrre acetil-CoA e risparmiare sul glucosio. Tuttavia la degradazione delle proteine è lenta e sfavorevole (se pensiamo che le proteine sono anche la componente principale dei muscoli) mentre gli acidi grassi non sono in grado di produrre gli altri intermedi necessari al ciclo metabolico, ottenuti principalmente dal glucosio. Questo porta ad un rallentamento del metabolismo ossidativo e all’accumulo dell’acetil-CoA. Da esso si sintetizzano corpi chetonici: “benzina” di emergenza utilizzata soprattutto da cervello e cuore, i due organi più avidi di energia. A lungo andare gli elevati livelli di corpi chetonici presenti nel sangue provocano la chetosi, comunemente conosciuta come acetone, comune nei diabetici e nei bambini quando hanno la febbre. I sintomi sono forte nausea, senso di malessere e cefalee, oltre a dimagrimento patologico (Anssi, 2004).

chetoacidosi

Il glucosio è sempre e comunque necessario per il corretto funzionamento del metabolismo cellulare e una dieta che lo escluda completamente rovina il delicato equilibrio tra nutrienti che garantisce il corretto apporto di energia ai tessuti. La chetosi è proprio un segnale indicativo del fatto che il corpo ha esaurito tutte le sue riserve di glucosio e che il digiuno è stato protratto per troppo tempo.

Inoltre, l’adattamento brusco alle nuove condizioni alimentari imposte dalla dieta sottopone il fegato ad un forte stress e tutto l’organismo di conseguenza si ritrova affaticato.

Rischio di tumore e infarto

Uno degli aspetti più controversi della dieta Atkins è il fatto che si possano consumare carne e grassi di ogni tipo senza restrizioni. L’elevato contenuto calorico dei grassi e delle proteine apporta vantaggi dal punto di vista del mantenimento della dieta: dato che la chetosi diminuisce l’appetito, il senso di sazietà sopraggiunge prima e si tende a limitare spontaneamente le porzioni, senza bisogno di autoimporsi il digiuno (Council of Food and Nutritions, 1973).

Ecco però il rovescio della medaglia: tutti sappiamo che l’apporto di grassi innalza i livelli di trigliceridi e di colesterolo totale (quindi anche di quello «cattivo» LDL) che, come ben sappiamo, è associato ad aterosclerosi, ictus e infarto. La comunità scientifica si divide in due quando si parla di dieta Atkins: alcuni studi hanno evidenziato come una dieta ipercalorica e iperproteica come la Atkins sia in grado, nonostante tutto, di diminuire i livelli ematici di colesterolo LDL e trigliceridi nel lungo termine. Ciò è dovuto però principalmente alla capacità di eliminare l’LDL introdotto in eccesso, una condizione che si sviluppa solo in alcuni individui come adattamento quando l’organismo è saturo di colesterolo (Sehayek et al., 1998).

I promotori di questa dieta tengono a sottolineare come essa alzi i livelli di colesterolo «buono» HDL e abbassi i trigliceridi che, in ogni caso, sono considerati dalla comunità scientifica come indicatori molto meno importanti nel predire il futuro rischio di patologie vascolari. Attualmente gli studi più attendibili confermano che la dieta Atkins causa l’aumento di colesterolo, sia LDL che HDL, e di trigliceridi e che quindi rimane una delle diete più pericolose per la salute di cuore e arterie (Larosa et al., 1980).

Per quanto riguarda l’assunzione illimitata di proteine, vari studi hanno provato che questa può favorire l’insorgenza di patologie a carico dei reni in soggetti predisposti, oltre ad essere altamente sconsigliata in chi soffre di gotta (Brenner, et al., 1982).

La dieta impone un limite nel consumo di frutta e verdura, in particolare quelle ad alto contenuto di amidi e zuccheri. Questo comporta anche una drastica riduzione nell’assunzione di vitamine di origine vegetale, fibre, minerali, carotenoidi, flavonoidi ed altri antiossidanti. Infatti, è stato dimostrato come un consumo elevato di proteine animali e poche fibre vegetali predispona all’insorgenza del cancro del colon retto e del rene (Thorogood, et al., 1994; World Cancer Research Fund, 1994).

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Un paragone con altre diete

Sicuramente uno degli aspetti interessanti della dieta Atkins è il fatto che appaia efficace nell’immediato. Tuttavia è importante sapere che, nel lungo periodo ha risultati simili a quelli di altre diete come la low-fat (basso consumo di grassi) restando molto più deleteria per la salute.

In un recente studio sugli effetti a lungo termine della Atkins (Foster, et al, 2010), questa dieta è stata paragonata ad una normale dieta ipocalorica a basso apporto lipidico (1200 a 1800 kcal, con ≤30% calorie dai grassi) su soggetti fortemente obesi (BMI medio 36.1). Al termine dei due anni (durata dello studio) la perdita di peso e grasso è stata simile. Il gruppo sottoposto alla dieta Atkins ha registrato riduzioni maggiori nella pressione diastolica, nei livelli di trigliceridi e di colesterolo VLDL, minori riduzioni nei livelli di colesterolo LDL e maggiori sintomi avversi rispetto al gruppo con dieta low-fat. Il gruppo Atkins ha inoltre registrato un maggior aumento dei livelli di colesterolo HDL (+23% in due anni). Tutto questo porta alla conclusione che, con la dieta Atkins, aumenta fortemente il rischio di malattie cardiovascolari senza che per questo ci sia un reale beneficio in termini di peso rispetto alle diete low-fat (Foster, et al., 2010).

La mancanza di carboidrati riduce la varietà di alimenti che si possono consumare e potrebbe essere una delle principali motivazioni per cui si è portati a mangiare di meno, ma è anche uno dei motivi per cui la dieta Atkins viene abbandonata in media dopo circa un anno. Le scelte alimentari consentite finiscono per stancare ed è difficile perseverare nel tempo. In più, in un’analisi condotta da Forbes, sembra che la Atkins sia una delle diete più costose a causa delle ricette che includono anche ingredienti come le aragoste. Il successo delle altre diete sta anche in questo: nella facilità con cui possono essere inserite nelle abitudini alimentari comuni (Hoffman&Rose, 2008).

Dieta dimagrante

Va inoltre considerato come la dieta Atkins, nella sua versione originale, non prevedesse alcun tipo di esercizio fisico. Negli ultimi anni sul sito dedicato alla dieta è invece comparso anche questo aspetto, senza però fornire indicazioni precise sembrando perciò quasi un consiglio. Praticare uno sport o fare del semplice esercizio fisico con regolarità sono abitudini da considerare sempre, non solo quando si tratta di perdere peso ma anche per mantenere il proprio corpo in salute.

In conclusione la Atkins, seppur efficace nel far dimagrire immediatamente, non è sicuramente una dieta da scegliere per il lungo periodo. Esistono altre diete che assicurano risultati simili senza compromettere la salute di chi le segue e che educano ad uno stile di vita più sano e più consapevole. Convincere qualcuno che mangiare salame e fritti a volontà sia la scelta giusta è un’astuta trovata pubblicitaria, ma gli studi scientifici più seri parlano chiaro: evitate la dieta Atkins se tenete alla vostra salute!

BIBLIOGRAFIA

 

A cura di Micol Ghigo. Revisionato da Gabriele Girelli.


About the Author : Eva Zaffarini

Studentessa di Biologia. Curiosa e appassionata. Amante del rock'n'roll. Aspirante ingegnere genetico.

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