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malattie neglette

TI RACCONTO LE MALATTIE DIMENTICATE

di Miryam Cannizzaro (keyword: malattie neglette)

Malattie dimenticate: si potrebbe pensare che siano delle malattie ormai scomparse, eradicate, debellate.

Invece è tutto il contrario: queste patologie sono definite dal termine negletto, che – secondo la definizione fornita dall’enciclopedia Treccani – vuol dire “trascurato, non preso in considerazione, abbandonato”.

Le Malattie Tropicali Neglette (in sigla NTD) sono malattie infettive che colpiscono le popolazioni a basso reddito in paesi sottosviluppati o in via di sviluppo, come l’Africa, l’Asia o l’America latina.

Esse sono in gran parte sconosciute nel nostro Paese (come nel resto del mondo Occidentale) e non perché non siano patologie sufficientemente gravi o letali, ma perché non se ne parla abbastanza.

COSA SONO LE NTD?

Le NTD rappresentano un gruppo veramente eterogeneo di patologie, accomunate dalla caratteristica comune di essere fortemente associate alla povertà, nonché di esserne promotrici.

Sono endemiche in 149 Paesi, in particolar modo nelle regioni (sia rurali che urbane) di Paesi a basso e medio reddito, primi tra tutti quelli dell’Africa Sub-sahariana, ma anche Brasile, Nuova Guinea, India, Indonesia.

La maggior parte di queste patologie rimane confinata entro una determinata area geografica, in quanto la trasmissione dipende dalla presenza di vettori e ospiti serbatoio, risentendo quindi soprattutto delle condizioni climatiche dei Paesi interessati, con un bassissimo rischio di trasmissione al di fuori dei tropici (rientrano infatti nella definizione di patologie endemiche).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) include nella lista delle NTD 17 malattie, classificate in due gruppi:

  • Patologie da microparassiti: dengue, rabbia, tracoma, ulcera di Buruli, treponematosi, lebbra, malattia di Chagas, tripanosomiasi africana, leishmaniosi;
  • Patologie da macroparassiti: cisticercosi, dracunculiasi, echinococcosi, filariosi linfatica, parassitosi da trematodi trasmessi dagli alimenti, oncocercosi, schistosomiasi, geoelmintiasi.

La lista, in realtà, sarebbe ancora più ampia, fino ad includere ben 40 patologie.

PERCHÉ TALI PATOLOGIE PROMUOVONO LA POVERTÀ?

Perché hanno un fortissimo impatto sulla salute infantile, sullo sviluppo fisico e intellettivo, nonché sulla produttività lavorativa in età adulta. Molte NTD portano infatti a disabilità e deturpamenti fisici (cecità, ulcere, cicatrici e deformità): tutto questo si traduce in termini di stigma e discriminazione sociale, nonché peggioramento delle condizioni economiche di questi Paesi, perché vengono sottratte risorse lavorative, se si considera che le principali fonti redditizie provengono proprio dall’agricoltura e dal lavoro manuale.

Hanno un forte impatto anche sulla salute delle donne, portando ad un aumento della mortalità materno-fetale (a causa di anemia severa, parto prematuro e complicanze in gravidanza).

Parlando in termini numerici, gli individui colpiti dalle NTD ammontano a circa 1 miliardo. La situazione diventa ancora più allarmante se si considera che, su 149 Paesi colpiti, almeno 100 sono endemici per 2 o più di queste patologie.

Il burden of disease relativo a queste patologie è elevatissimo. Cosa si intende con questo termine? Semplificando, esso è l’impatto di una patologia in termini di salute globale, importante non solo per confrontare contesti geografici e sociali differenti, ma anche per le scelte di politica sanitaria che ne conseguono.

Dal report dell’OMS emerge che queste patologie causano 534.000 morti ogni anno, ma un dato ancora più rilevante è quello relativo al DALY (Disability-Adjusted Life Years), che ammonta a 56,6 milioni all’anno, superando quello di malaria (46,5 milioni) e tubercolosi (34,7 milioni). Il DALY è l’indicatore che esprime il numero di anni persi a causa della malattia (per disabilità o morte prematura) e che viene calcolato dalla somma degli YLL (Years of Life Lost, o anni di vita persi) e YLD (Years Lived with Disability, o anni vissuti con disabilità). Un DALY elevato corrisponde, quindi, a un peso elevato della patologia in termini non solo di salute globale ma anche di politica economica.

[I concetti di burden of disease, DALY, YLL e YLD sono spiegati benissimo nell’articolo “Come misurare la salute: burden of disease, DALY e altri indicatori scritto da Fabio Porru].

FACCIAMO SOLO QUALCHE ESEMPIO DI MALATTIE NEGLETTE

La cisticercosi, malattia trasmessa dall’animale all’uomo e favorita da condizioni igieniche scarse, è tra le più frequenti malattie parassitarie del Sud America, dove rappresenta peraltro la causa principale di epilessia. In questi Paesi, i soggetti affetti da crisi epilettiche vengono stigmatizzati con conseguente esclusione sociale e lavorativa, aggravando le condizioni di povertà e portando quindi a un circolo vizioso.

Il tracoma costituisce invece la principale causa infettiva di cecità, colpendo fino a 80 milioni di persone, specialmente bambini, e trasmettendosi per contatto diretto (con i soggetti infetti) o indiretto (tramite insetti e vettori), sempre in condizioni di scarsa igiene e acqua non potabile. La cecità è dovuta a lesioni cicatriziali ingravescenti della cornea e della congiuntiva, e conduce anche in questo caso a disabilità e perdita di risorse lavorative.

La malattia di Chagas, malattia protozoaria che porta a miocardite e complicanze gastrointestinali, in America Latina provoca 1,2 miliardi di dollari all’anno di produttività lavorativa persa. Ha inoltre un tasso di mortalità elevato, a causa principalmente di aritmie cardiache fatali.

La tripanosomiasi africana (conosciuta anche come “malattia del sonno”) si manifesta con letargia, sonnolenza incontrollabile, apatia, incapacità di alzarsi e di alimentarsi da soli e, se non trattata, è una malattia mortale. È endemica in 37 Paesi dell’Africa Orientale e infetta circa 70.000 persone all’anno.

Questi sono solo degli esempi, ma lo scenario delle malattie neglette è ben più ampio e drammatico di quello che si possa immaginare.

LA SALUTE HA UN COSTO

Arrivati a questo punto, sorge spontaneo pensare che, data la frequenza e dati i costi economici e sociali delle NTD, queste patologie rappresentino delle priorità in termini di salute globale e politica sanitaria.

In realtà, l’attenzione verso le malattie neglette rappresenta un fenomeno piuttosto recente.

È dal 2002 a New York, grazie ad una conferenza indetta da Medici Senza Frontiere (MSF), che si comincia a parlare di “crisi delle malattie neglette” e della presenza di una grave carenza di farmaci efficaci ma soprattutto economicamente accessibili per il trattamento di tali patologie. Fino ad allora, infatti, venivano considerate malattie neglette solo tre patologie (le “big three”: AIDS, malaria e tubercolosi) verso le quali è stata diretta l’attenzione globale e le principali strategie economiche.

L’allarme lanciato da MSF riguarda soprattutto i progressi in ambito farmaceutico: nei 25 anni precedenti, ben 1393 nuovi farmaci erano stati immessi sul mercato, dei quali solo l’1% (vale a dire solamente 13 farmaci) era diretto contro le infezioni tropicali, la maggior parte dei quali per propositi veterinari o militari.

Ancora oggi, molte di queste malattie vengono trattate con farmaci tossici e ricchi di effetti collaterali. Questo “fallimento farmaceutico”, secondo MSF, è accaduto perché le scelte politiche avrebbero promosso e finanziato lo sviluppo di farmaci diretti verso le patologie croniche, tipiche dei Paesi industrializzati (basti pensare a diabete, ipertensione, dislipidemie), dove il profitto è nettamente maggiore.

Oltre alla questione del profitto, bisogna considerare che il potere d’acquisto dei Paesi colpiti è nettamente inferiore rispetto al costo dei farmaci: non hanno, in pratica, accesso alle cure necessarie perché emarginati a causa della povertà, dalla quale è difficile uscire, tra gli altri motivi, anche per l’impatto economico e lavorativo di queste malattie, come già visto.

Si stima che il 75% della popolazione mondiale, che vive nei paesi in via di sviluppo, consumi solo il 15% della quantità totale dei farmaci prodotta nel mondo. Allo stato attuale, il 90% della ricerca medica e farmaceutica riguarda il 10% della popolazione, aumentando il gap tra i ricchi, che si ammalano di patologie croniche verso le quali vengono introdotti nel mercato sempre nuovi farmaci, e i poveri, che non hanno accesso alle cure fondamentali e diventano così sempre più poveri.

LA TABELLA DI MARCIA DELL’OMS

Dal 2007, tra gli obiettivi dell’OMS c’è quello di contrastare le malattie neglette attraverso finanziamenti economici, risorse farmaceutiche, misure di prevenzione e miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie.

Il controllo delle NTD può essere raggiunto attraverso 5 interventi fondamentali:

  • Trattamento farmacologico preventivo, con le finalità di impedire il contagio e la trasmissione delle malattie nella popolazione a rischio, espandendo in questo modo la copertura terapeutica con farmaci sicuri, economici e di facile somministrazione;
  • Management innovativo e intensivo delle patologie, attraverso soprattutto la creazione di nuovi strumenti e farmaci innovativi, puntando sulla ricerca scientifica e sulla sensibilizzazione in ambito di salute pubblica;
  • Eliminazione dei vettori (quali ad esempio zanzare e zecche) responsabili della trasmissione dall’animale all’uomo e interumana;
  • Controllo delle zoonosi e degli animali serbatoio dai quali l’uomo può essere infettato;
  • Bonifica ambientale, controllo degli alimenti e delle acque, miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie.

Nella tabella di marcia dell’OMS vi è anche la necessità di spingere le più importanti case farmaceutiche verso la ricerca e la sperimentazione di farmaci innovativi. Il costo di questi farmaci infatti è molto basso, e la spesa economica necessaria per il trattamento o la prevenzione delle NTD è irrisoria: ad esempio, l’albendazolo (farmaco antielmintico utilizzato contro le parassitosi intestinali) costa 0.02$ a dose (ciò significa che con 1$ vengono curati 50 bambini).

Grazie alle misure messe in atto nell’ultimo decennio, nel 2015 un miliardo di persone ha ricevuto un trattamento adeguato per almeno una delle malattie neglette. “Negli ultimi 10 anni, milioni di persone sono state salvate da disabilità e povertà”, ha dichiarato Margaret Chan, direttore generale dell’OMS.

Si è assistito per esempio all’eliminazione del Tracoma come problema di salute pubblica in Marocco, Messico e Oman, i casi di tripanosomiasi africana sono passati da 37 mila nel 1999 a 3 mila nel 2015, la leishmaniosi viscerale è stata debellata nel 100% dei distretti in Nepal.

Questi risultati fanno ben sperare: se è vero che gli obiettivi dell’OMS sono ambiziosi e richiedono grandi misure economiche e politiche di cooperazione internazionale, è anche vero che, se nel 2020 si arriverà ai risultati previsti, verranno finalmente poste le basi per permettere a questi Paesi di uscire dal circolo vizioso tra malattia e povertà.

BIBLIOGRAFIA

 

 

A cura di Miryam Cannizzaro. Revisionato da Edoardo Vanetti.

 

 

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