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INTERSEX? SÌ, GRAZIE

COSA SI INTENDE, QUANTI TIPI NE ESISTONO E QUALI DIFFICOLTÀ CI SONO

di Flavia Mezja (keyword: intersex)

“La natura ama la varietà. Sfortunatamente, la società la odia” (Milton Diamond)

In questo articolo voglio parlarvi di discriminazione. Tratteremo anche di sesso, di genitali e di genere, perché sono cose che facciamo, organi che abbiamo e le persone che siamo, basta censure.

Il 26 ottobre è la giornata della consapevolezza intersex: lo sapevi?

Primo punto: l’intersessualità non è una patologia. Scioccati? Beh, la nostra cultura ci insegna altro, anche se abitiamo in Paesi sviluppati. La società tenta di omologare gli esseri umani in due sessi uomo e donna, eppure ci son persone che hanno i genitali che non rispecchiano né quelli di un sesso né quelli dell’altro. Allora perché catalogare? Stigma socio-culturale, ovviamente, oltre al bisogno della società di assegnare un’etichetta a tutto. Inoltre, una maggior facilità di comprensione di un sistema se è binario, difficoltà ad accettare il diverso, agendo negativamente sia sull’emotività sia sul corpo degli altri. Forse perché queste sono le abitudini.

SESSO BIOLOGICO, GENERE E ORIENTAMENTO SESSUALE

La differenza tra questi 3 sessi biologici (maschio, femmina e intersex) sta tutta nella conformazione anatomica dei genitali esterni. È questo il criterio di assegnazione del sesso quando i genitori vanno all’anagrafe alla nascita. Quindi, nulla c’entra col genere in cui una persona si rispecchia.

Ci si basa sul sesso di una persona e si dà per scontato che il suo genere lo rispecchi:

  • Sesso femmina = Genere femmina → Donna Cisgender.

Esistono, sono la maggioranza della popolazione, ma non la totalità. Infatti, esistono anche:

  • Sesso femmina = Genere maschile → Uomo Transessuale
  • Sesso femmina = Genere non binario → Persona non Binaria
  • “Sesso” Intersex = Genere, avrà il diritto di capire quale genere sente suo

Infine, lo stesso processo avviene anche in caso di sesso maschile.

ORIENTAMENTO SESSUALE

“Con il termine orientamento sessuale si indica l’attrazione emozionale, romantica e/o sessuale di una persona verso individui di sesso opposto, dello stesso sesso o entrambi”. Non per forza coincide col sesso biologico né col genere in cui una persona si rispecchia.

E allora, se una donna si rispecchia nel suo genere non solo a livello fisico ma anche emotivo e le piacciono le persone dello stesso sesso, si definisce lesbica, se lo stesso avviene in un uomo si definisce gay, oppure una donna o un uomo a cui piacciono entrambi i sessi sarà bisex. Se invece si sente di essere di un genere pur avendo i genitali dell’altro, si definisce trans. In realtà, poi, come detto, son definizioni, le mezze vie ci sono ed è naturale che esistano. Scrivere questo paragrafo è stato difficile perché le definizioni non contano nulla ed il bello della natura son le sue sfumature. Io ho cercato di darvi un’infarinatura di questo vasto mondo ma ricordate che tutto è lecito in natura, non a livello di legge, purtroppo. Allo stesso tempo, come vedete, è come se avessi assegnato un’etichetta ad ogni persona che ho cercato di descrivere, che un po’ serve per comprendere i concetti, un po’ è dato dalla cultura in cui si vive.

E se invece una persona A LIVELLO EMOTIVO (anche mentale e di percezione di sé) non si sente né uomo né donna? In questo caso stiamo parlando dei “gender fluid”, dove “fluid” indica un cambiamento nel tempo, come se oscillasse tra i generi. A tal proposito i giornalisti di Open hanno pubblicato vari articoli di storie personali di gender fluid nella loro prima pagina.

Invece, i “non-binary” sono “fissi” nel loro non sentirsi di appartenere a nessuno dei due generi più comuni.

INTERSEX: VARI FENOTIPI

Tornando agli intersex, ci sono tre gruppi: il primo è dato da una dissonanza tra sesso cromosomico e sesso gonadico ed il sesso dei genitali. Ciò significa che un individuo i cui cromosomi sessuali sono XX ha gonadi e genitali esterni corrispondenti a quelli classificati come maschili, e viceversa coi cromosomi XY.

Il secondo gruppo, il cosiddetto “ermafroditismo” – anche se questo termine non viene più considerato scientificamente corretto – si compone di persone con gonadi e genitali esterni di entrambi i sessi, funzionanti o meno che siano, diciamo a livello morfologico, indipendentemente dal sesso cromosomico.

Il terzo gruppo, comunemente chiamato “pseudoermafroditismo”, ha il sesso cromosomico ed il sesso gonadico identici mentre i genitali esterni sono quelli appartenenti all’altro genere.

Detta così suona come se i genitali esterni rispecchiassero morfologicamente un sesso: in realtà, tendenzialmente queste persone hanno dei genitali che son delle vie di mezzo tra un sesso biologico e l’altro, per questo infatti un tempo li si operava alla nascita anche in Italia, ora nei Paesi meno civilizzati.

Possono riprodursi? Dipende da caso a caso, non tutti, e se possono riprodursi, non è detto possano farlo con la canonica metodica conosciuta.

LE DIFFICOLTÀ

Alcuni intersex si sono suicidati, molti, troppi. Alcuni invece hanno avuto la forza di cominciare a trovarsi e a creare associazioni per supportarsi e tutelare i loro diritti. Difatti, c’è un problema che stravolge fisicamente, oltre che emotivamente, la persona intersex: alla nascita, fino a qualche tempo fa anche in Italia, ma ancora accade in certe parti del mondo, queste persone vengono operate da un chirurgo pediatrico che sceglie il sesso del neonato in base a quello a cui più si avvicinano i suoi genitali. Accade anche che i genitori vogliono a tutti i costi un maschio e così permettono che il bambino venga operato in senso maschile (quindi anche la nascita di una bimba femmina sarebbe stato un problema ma, per il momento, sorvoliamo su questo punto). Però poi questa persona, crescendo, se si sente una donna, è ovvio che molto probabilmente si sarebbe sentita più a suo agio da intersex piuttosto che con un pene neanche ben formato. E viceversa con l’altro sesso. Alle volte, quando queste persone han raggiunto l’età adulta, mostrano caratteri sessuali secondari (come la peluria) oltre a comportamenti “tipici” dell’altro sesso e non di quelli che gli è stato assegnato.

Certo, avere un figlio intersex in un mondo che vede come “fisiologici” solo il maschio e la femmina non è facile, è normale che genitori prima e bambino poi sentano il bisogno di uno supporto psicologico, soprattutto finché la società considererà di avere un genere binario. Ma sia chiaro: decidere per lui non è la soluzione migliore non conoscendo il suo orientamento sessuale quando ancora è un neonato. Un genitore alle volte decide per il bambino non tanto perché ha uno schema binario in testa ma perché non vuole che il figlio venga emarginato o abbia problemi. Vi ricordate i bagni della materna, tutti insieme sui vasini? Certo, la sua vita sociale e sessuale sarà complessa, ma ciò non significa che non potrà essere soddisfacente o trovare un/una compagno/a.

LA NORMALIZZAZIONE

Quali possono essere i rischi e i problemi della “normalizzazione”? Prima di tutto cos’è la normalizzazione? Culturalmente siamo abituati a pensare all’esistenza di due soli sessi e diamo per scontato che non ci sia altro. Non lo conosciamo, non abbiamo gli strumenti per vedere tutti i toni di viola che esistono tra il rosa femmina e il blu maschio. Per “adattare” un neonato ad un sesso si effettuano delle operazioni pericolose, con il rischio di renderlo sterile o di rendere il suo clitoride insensibile. Non sarebbe meglio una persona diversa ma feconda e con piacere nel vivere la sua sessualità?

Provate a immedesimarvi, se foste voi a non potervi riprodurre e a non poter avere orgasmi? Non vorreste poter scegliere voi stessi, una volta cresciuti e consapevoli, quando sarete pronti, in base a come preferireste vivere, sia la vostra vita che la vostra sessualità? Si tratta di interventi irreversibili, non del colore della tutina da mettergli addosso.

Fortunatamente, questi interventi con fini esclusivamente estetici sono vietati nei Paesi più sviluppati, ma non in tutto il mondo. La cultura esercita una forte pressione sugli intersex e sulle loro famiglie, spingendoli a interventi chirurgici, terapie ormonali e psicologiche di “normalizzazione” di qualcosa che è già normale. Sono persone, non oggetti! La pressione sociale, gli interventi chirurgici, i correlati problemi psicologici dati dalla scarsa accettazione, ovviamente influiscono sia sul rendimento scolastico (come evidenziato da uno studio Australiano “T. Jones et al. Intersex: Stories and Statistics from Australia: Open Book Publishers; 2016”) sia sulla qualità della vita delle persone intersex.

E come si registrano all’anagrafe questi bambini ora che in Italia non si operano più alla nascita? Qui si incappa in problemi amministrativi, quando semplicemente basterebbe accettare anche burocraticamente il genere neutro. Tendenzialmente, in base ai risultati delle indagini mediche, si riesce a identificare il genere più “simile” a quello del bambino tra i classici due: ma è strettamente necessario?

AND SO?

E quindi cosa si può fare per cambiare la situazione? Informare le persone, lavorare a livello culturale e sociale, supportare persone e famiglie intersex e chiedere ai Governi dei vari Paesi del mondo di fare leggi in tutela di queste persone, sia a livello fisico sia psicologico.

OII Europe è una organizzazione internazionale europea che riunisce alcune associazioni per i diritti intersex presenti sul territorio europeo e copre 14 Paesi. Il 14 Febbraio 2019 ha annunciato che il Parlamento Europeo ha raggiunto una pietra miliare sui diritti delle persone intersex, volta alla loro tutela.

A livello italiano Intersexioni e l’associazione radicale Certi Diritti sono le principali organizzazioni che lavorano a difesa dei diritti delle persone intersessuali.

Volete dare una mano? Basta cominciare a parlarne.

BIBLIOGRAFIA

 

 

A cura di Flavia Mezja. Revisionato da Marylisa Esposito ed Edoardo Vanetti.

 

 

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