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Qualche idea per il dopo Expo? Il progetto Human Technopole.

EXPO BUONA LA PRIMA, E DOPO? HUMAN TECHNOPOLE.

Sebbene l’Italia sia un paese ricco di contraddizioni, ogni tanto, capita che nel bel paese ci siano delle eccellenze invidiate sia a livello europeo che internazionale. Ovviamente, sto parlando di EXPO 2015Vuoi scoprire cos’è il progetto Human Technopole? Sicuramente un’altra eccellenza italiana. Continua a leggere, se vuoi saperne di più.

Una manifestazione che con i suoi 20.4 milioni di visitatori, diventerà sicuramente una celebrazione dell’Italia che funziona, della Milano del futuro e una sfilata di istituzioni che vogliono affiancare se stessi all’immagine di successo di Expo.

Una delle domande, su cui un po’ tutti ci stiamo arrovellando e che forse rappresenterà una vera sfida, è certamente questa:

“Cosa ci sarà dopo EXPO?”

Uno delle tante iniziative prevede un progetto da 145 milioni di euro l’anno che risponde al nome di Human Technopole Italy 2040, la cui gestione sarà affidata, pare, all’Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova, fondazione finanziata dal governo e diretta dal fisico Roberto Cingolani.

Copriranno un ruolo importante anche l’Institute for International Interchange di Torino e la Edmund Mach Foundation di Trento; oltre ad un universo fatto di atenei tra cui l’Università Statale e il Politecnico di Milano e di partner come IBM Watson LabGoogleWeizmann Institute e lo <a href="http://www helpful resources.embl.de” onclick=”__gaTracker(‘send’, ‘event’, ‘outbound-article’, ‘http://www.embl.de’, ‘European Molecular Biology Laboratory’);” style=”color: #30ba63;” target=”_blank”>European Molecular Biology Laboratory. Anche l’industria si è mostrata interessata al polo nascente: Ferrero, Bayer, Nestlè, Dupont, Barilla e Novartis sono alcuni tra i nomi noti.

Non solo privati.

Nei piani del Governo viene anche strizzato l’occhio  alla creazione di posti di lavoro, allo sviluppo di startup innovative, alla tutela e promozione delle capacità degli italiani: doti che non sono mai state messe in discussione al contrario delle politiche attuate per farle diventare business.

Gli ampi territori di Expo verranno così eretti a cittadella della scienza, dove 1.600 tra ricercatori e tecnici si adopereranno per rendere Milano uno dei poli mondiali della ricerca e della tecnologia, al fine di migliorare la qualità della vita: tra medicina, alimentazione, arte e life style. Quasi 70mila m2 destinati allo sviluppo di tecniche e tecnologie a supporto del welfare, grazie al massiccio impiego dei Big data.

I Progetti di Human Technopole.

Human Technopole intende coinvolgere un ampio numero di soggetti, creando sinergie tra pubblico e privato, rapporti utili non solo al polo ma a tutta l’imprenditoria innovativa. L’intento è anche quello di riunire i migliori cervelli mondiali, affinché si possano dedicare e dare risposte all’invecchiamento della popolazione e alla cura di quelle malattie che hanno ancora un’alta incidenza.

Chi può dirlo, magari, tra qualche anno, assisteremo ad un rientro dei tanti cervelli attualmente in fuga dall’Italia.

 Altre fronti di ricerca saranno dedicate all’alimentazione, ai materiali sostenibili e alla conservazione dei cibi. Il polo dovrà unire tecnica e tecnologie per rivalutare il patrimonio artistico e culturale dello stivale, con impatto anche sul turismo e sulle capacità attrattive delle città.

Il corretto impiego dei big data e la loro analisi, inoltre, è un aspetto molto importante anche per tutte le industrie non direttamente coinvolte con i comparti oggetto degli studi del polo. La nuova città delle scienze potrà quindi fornire guide e modelli utili al rilancio dell’economia e quindi dell’occupazione.

Ambizione: Italia all’avanguardia entro il 2040

L’obiettivo del governo è quello di un’Italia leader nel 2040, con benefici a cascata per tutta la popolazione, tra impiego, aspettative e qualità di vita e, non da ultimo, un sistema sanitario nazionale più efficiente e meno costoso. Matteo Renzi vuole che l’Italia sia il posto ideale in cui vivere.

Come candidarsi?

Saranno indetti dei concorsi per assumere 600 dottorandi e 1.000 scienziati che daranno vita ai 6 distretti di genomica, nutrizione, modelli matematici e big data, bioinformatica, neuro-genomica e impatto socioeconomico. Il 55-60% dei 145 milioni annuali destinati al polo sarà necessario per gli stipendi, il 20-30% per la ricerca e lo sviluppo e il restante per le infrastrutture.

BIBLIOGRAFIA

 

A cura di Simone Giorgini. Revisionato da Mirko Zago.

 

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About the Author : Simone Giorgini

Naturalista. Dinamico e Proattivo. Grande sostenitore dell'innovazione. Tornado di entusiasmo.

2 Comments
  1. Andrea Torti 07/12/2015 at 12:21 - Reply

    Un piano di riqualificazione molto ambizioso e interessante, speriamo che si riesca a condurlo in porto felicemente 🙂

  2. Simone 07/12/2015 at 13:46 - Reply

    Si è vero, un piano sicuramente ambizioso ed interessante opportunità; bisogna poi vedere i tempi di realizzazione e le varie fattibilità burocratiche.
    Ma perché no! speriamo in bene…….

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