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GROWING PAINS: QUANDO ANCHE CRESCERE FA MALE

GUIDA PER GIOVANI GENITORI

di Emanuele Chisari (keyword: growing pains)

Sei diventato genitore da pochi anni? Oppure hai fratelli o sorelle più piccole? Beh, congratulazioni! Con questo articolo vogliamo darti un piccolo aiuto e fornirti alcuni strumenti per comprendere e gestire al meglio ciò che un medico inglese chiamerebbe Growing Pains (o dolori della crescita per un suo collega italiano).

Nel corso dell’infanzia alcuni bambini manifestano dei dolori improvvisi e non spiegabili con le comuni patologie muscolo-scheletriche dell’età pediatrica. Questi dolori, a prevalente natura idiopatica (termine sofisticato per dire che non se ne conosce esattamente la causa) hanno però delle caratteristiche tipiche: insorgono improvvisamente (spesso la sera), si manifestano contemporaneamente in entrambi gli arti inferiori e interessano prevalentemente i bambini tra i 3 e 12 anni. Come ogni dolore lamentato dai bambini non deve essere sottovalutato ma non deve neanche preoccupare eccessivamente. Andiamo per gradi, camminiamo insieme e in tre passi tutto ti sarà più chiaro.

PRIMO PASSO: PRENDIAMO CONSAPEVOLEZZA

Cosa fare per prima cosa? Questo è uno di quei casi in cui hai bisogno di aiuto e devi affidarti ad un medico: vai dal tuo pediatra o da un ortopedico pediatrico. Rivolgersi a un medico di fiducia è il primo passo essenziale. Scegli qualcuno che lavori con i bambini, che sia esperto in questo campo e aspetta il suo responso prima di preoccuparti. Il dolore non è mai da sottovalutare, quindi bisogna cercare di capirne seppur con l’opportuna serenità.

SECONDO PASSO: RAGIONIAMO, ANDIAMO OLTRE IL MOMENTO

Tuo figlio potrebbe avere i dolori della crescita. Aspetta la conferma del medico ma non dovresti avere molto di cui preoccuparti. La loro prevalenza life-time varia dal 21% fino al 50% nei bambini al di sotto dei 12 anni. Questi dolori sono frequentemente diagnosticati e risolvibili in poco tempo. Tuttavia, posso immaginarlo, restano ancora alcune domande non risposte: “cosa sono questi dolori della crescita? E perché non tutti i bambini ne soffrono ma mio figlio sì?”
Come si dovrebbe sempre fare in questi casi, guardiamo cosa ci dice la ricerca scientifica a riguardo. Sulla base degli ultimi studi, possiamo affermare che non c’è alcuna evidenza che crescere faccia male (per fortuna) e, malgrado il termine con cui questi dolori vengono definiti, come abbiamo detto a inizio articolo la causa è idiopatica. Mediamente basta riposo, gioco, un gelato post-visita dal dottore e tutto finisce così come è iniziato.

TERZO PASSO: RIVEDIAMO L’INSIEME E GUARDIAMO ALLA RICERCA RECENTE

Ma cosa causa questi dolori? La scienza moderna non ci ha ancora dato una risposta certa a riguardo. Quando il medico arriva alla diagnosi di “dolori della crescita” spesso ci arriva per esclusione di patologie con una causa più chiara. Tuttavia, esistono diverse interessanti teorie non ancora confermate dietro questa problematica, che piano piano stanno riscontrando supporto dalla comunità medica:

  1. TEORIA DEL SOVRACCARICO

    Ripetuti piccoli traumi di natura meccanica (saltare, correre, giocare, anche le attività più comuni) su ossa e articolazioni ancora giovani, in soggetti geneticamente predisposti, favoriscono l’insorgere di processi infiammatori localizzati, cioè limitati alle singole zone sovraccaricate senza interessare tutto il corpo. Questo porta alla stimolazione del dolore e al manifestarsi della condizione.

  2. TEORIA NEURO-SOMATICA

    Chiariamo subito un concetto; seppur un dolore sia di natura psicogena, quindi non derivante da un reale danno al nostro corpo, il dolore è comunque reale, concreto e riferibile con precisione dal bambino. Questo accade in molte condizioni croniche e non deve farci ignorare il problema. Il dolore secondo questa teoria è una semplice richiesta di attenzioni, di aiuto e di affetto verso i genitori e i parenti del bambino. Un rapporto sano, o la ricostruzione di quest’ultimo è fondamentale. Alcuni studi hanno anche mostrato come l’apprensione del padre o della madre al minimo sintomo del bambino favoriscano l’incidenza di questa “patologia”. Altri esperti suggeriscono di lavorare su questi aspetti dopo la diagnosi di growing pains. In ogni caso, segui sempre i consigli del tuo medico di fiducia affrontando apertamente la situazione. Chiedere aiuto ad un esperto non è mai la scelta sbagliata.

  3. TEORIA VASCOLARE

    Piccole differenze anatomiche congenite in alcune zone del corpo, aumentano il rischio di problematiche circolatorie. Il sangue e i nutrienti tendono ad essere ostacolati a livello microscopico e causano la stimolazione dei recettori dolorifici. È una teoria comune ad altre patologie ortopediche dell’età evolutiva, per molti autori va di pari passo con la teoria del sovraccarico.

Anche se tutte e tre le teorie trovano alcuni riscontri positivi, nessuna di queste si può considerare “migliore” e definitiva. Il tempo e la ricerca sicuramente chiariranno le cause di questa problematica tutt’oggi poco chiara.

Ciò che però emerge dalle recenti ricerche e dall’esperienza clinica dei maggiori esperti di patologie pediatriche è che probabilmente i growing pains derivano da più di un fattore, dove sia la biologia del bambino, che la genetica che la condizione psico-familiare influiscono. Come altre patologie, è possibile che i soggetti che sviluppano questi problemi siano geneticamente predisposti oltre che biologicamente più sensibili al dolore, anche se è stato visto che spesso i genitori riportano un’attività fisica (sportiva o di gioco) intensa nei giorni in cui insorge il dolore.

Infatti, proprio per non preoccupare nessuno, considera che la maggior parte delle volte è solo quell’intensa attività fisica (saltare, correre, giocare) a causare questo dolore benigno e innocuo. Il bambino è semplicemente stanco e si riprenderà dopo un po’ di riposo.

Oltre questo, c’è un’intera corrente di pensiero che vede nei disturbi d’ansia (sia dei bambini che dei genitori) un possibile fattore contribuente. In particolare, ricalcando la teoria neuro somatica, un’eccessiva ansia e apprensione da parte del padre o della madre è sempre da disincentivare nei confronti di un bambino.

Come abbiamo detto, nella stragrande maggioranza dei casi, i dolori della crescita non sono nulla di preoccupante, anche se possono essere spiacevoli per i bambini colpiti. Raramente, ma non per questo da escludere a priori, i dolori possono essere sintomo di patologie più gravi come neoplasie, infezioni o patologie reumatiche. Se hai il sospetto che i growing pains siano presenti, porta tuo figlio da un medico esperto con serenità. Una volta chiarito ogni eventuale dubbio, goditi una giornata in famiglia e rimanda il bambino a giocare.

BIBLIOGRAFIA

 

 

A cura di Emanuele Chisari. Revisionato da Davide Maspero.

 

 

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