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IL VERO ECO-TURISMO. INTERVISTA A DUE GIOVANI RICERCATORI

Chiara e Christian sono due ragazzi amanti degli animali. Mai come in questo caso la definizione è appropriata: entrambi stanno dedicando la loro vita allo studio e alla comprensione del comportamento animale e alla protezione di specie a rischio, impegnandosi in prima persona. Noi di Biochronicles, incuriositi da come passione per natura e animali si possano esprimere con uno studio scientifico e rigoroso, abbiamo deciso di intervistarli. Chiara si è resa disponibile a rispondere ad alcune domande.

Chiara prima di tutto puoi presentare te e Christian e dirci qual è il vostro percorso formativo?

Mi sono laureata in scienze e tecniche psicologiche e successivamente, vista la passione per la Natura e gli animali ho deciso di specializzarmi in Etologia alla Magistrale di evoluzione del comportamento animale e dell’Uomo presso l’Università di Torino, nella quale mi sono laureata con il massimo dei voti con una tesi sul benessere e la socialità delle Giraffe al Bioparc Valencia. Christian, invece si è laureato in biologia in triennale alla Sapienza di Roma e successivamente, anche lui appassionato di comportamento animale, ha deciso di trasferirsi a Torino per seguire la Magistrale in Etologia, come me, dove si è laureato con 110 e lode grazie ad una tesi sperimentale effettuata a Iasi, sulla socialità e i comportamenti riproduttivi di Zebrafish.
All’Università ci siamo incontrati e vista la nostra passione per il viaggio e per il benessere e il comportamento animale, abbiamo deciso di premiarci con un viaggio di Laurea in Sudafrica.

In Sudafrica? Fantastico! Raccontaci dove siete stati.

Siamo stati a Cape-Town, in particolare a Plettemberg Bay per fare volontariato in un santuario chiamato Monkeyland, che ospita 600 primati, di 11 specie differenti. Insieme ai santuari Birds of eden che ospita uccelli e Jukani che invece è pieno di felini, fa parte dell’alleanza SAASA.

Lo scopo dei santuari SAASA è quello di recuperare e riabilitare animali provenienti da circhi, da zoo dismessi o da case di privati dove gli animali venivano tenuti in cattività come animali domestici. Purtroppo ancora oggi tigri, ghepardi, scimmiette e pappagalli sono molto utilizzati come se fossero PETs, non considerando invece che sono animali selvatici con etologia e necessità di un animale selvatico e non di un cane.

SAASA ospita tutti animali a cui si vuol dare una seconda opportunità; una seconda vita e nello specifico la peculiarità di Monkeyland e di Birds of Eden è quella di essere santuari free roaming. Gli animali sono liberi, senza gabbie all’interno di una foresta delimitata. In questo tipo di santuari sono i visitatori a entrare in “casa” degli animali e si veicola molto bene il messaggio di rispetto per loro.

A Monkeyland le 600 scimmie si trovano in una foresta di 12 ettari, delimitata da una lunga ed alta recinzione che impedisce ai babbuini di entrare, ma permette a loro di essere praticamente libere e di tornare a disabituarsi dell’Uomo e tornare ad essere selvatiche e quasi libere.

Per Birds of Eden, il concetto è lo stesso ed è quindi un’immensa voliera di 2 ettari di foresta, alta più di 100 m, dove gli uccelli possono volare liberi. In entrambi i santuari i visitatori possono camminare tranquillamente all’interno della foresta, circondati dagli animali liberi. C’è quindi anche l’emozione della scoperta e del “safari” a piedi.
Un’altra bellissima particolarità di SAASA è che sono santuari totalmente Hands-Off, dove quindi non è possibile in nessun modo ed è anzi vietato, toccare ed interagire con gli animali ospitati all’interno dei santuari. Questo, oltre ad essere fortemente educativo per insegnare al rispetto nei confronti dei selvatici è inoltre fondamentale per poter disumanizzare gli animali che fino a pochi mesi prima erano stati i peluches di molti Umani in circhi o in case.  

Qual era il vostro ruolo all’interno della riserva?

Noi eravamo volontari e lì abbiamo fatto da guide naturalistiche all’interno della foresta di Monkeyland. Per i visitatori è infatti obbligatorio entrare in foresta solo se accompagnati da una guida. Aiutavamo anche a gestire il cibo e a distribuirlo nelle piattaforme dove gli animali si alimentavano, abbiamo effettuato osservazioni etologiche al fine di garantire il benessere dei primati presenti.
Abbiamo anche condotto una ricerca scientifica attraverso dei sondaggi ai visitatori per studiarne come percepissero la selvaticità degli animali e il rispetto dell’Hands-Off.

Come mai avete scelto di andare proprio lì? Cosa vi ha motivati?

Volevamo partire per un’esperienza di volontariato ma senza pagare come spesso accade nei finti santuari Hands-On cioè dove si interagisce con gli animali selvatici. Qui spesso i volontari sono vittime e carnefici di questo commercio sugli animali spacciati per orfani. Mi è capitato personalmente nel 2015 quando sono partita come volontaria per la Namibia. Mi facevano portare a passeggio ghepardi e dormire con presunte scimmie orfane.

Solo grazie alla laurea in ECAU e alle *vere* esperienze, ho capito quanto sbagliato fosse e ho scoperto il business dietro questi finti santuari.

Prima di partire per il Sudafrica ci siamo informati accuratamente per evitare di compiere gli stessi errori del passato.

Abbiamo quindi trovato Monkeyland che incarnava tutti i nostri valori e le nostre aspettative scientifiche.

Oltre ad essere gratuito, il volontariato a Monkeyland ci ha permesso di imparare davvero moltissimo sui primati, sul viaggio eco-sostenibile e sull’etica del mondo dei santuari [leggi anche “Come fare eco-turismo: il turismo che tutela la natura e le specie minacciate” di Chiara Grasso].

Monkeyland è stata la scelta migliore che potessimo fare, da etologi, da viaggiatori ma soprattutto per la nostra etica.

Quindi siete andati per conto vostro o vi ha aiutato la vostra università?

Siamo partiti da soli, ma la ricerca che abbiamo svolto lì, diventerà un articolo scientifico in collaborazione con l’Univeristà La Sapienza di Roma.

Quindi ci pare di capire che i santuari SAASA sono completamente diversi dalla maggior parte. Che differenza c’è tra quel modello di riserva naturale e altri? Perché è meglio per gli animali?

I santuari Hands-Off preservano la selvaticità degli animali recuperati e in molti casi, come a Birds of Eden, è addirittura possibile rieducarli alla vita in Natura e quindi liberarli. Se ci fosse il contatto perenne con l’Uomo, la loro vita umanizzata e non selvatica, non finirebbe mai. Riserve Hands-On infatti non possono essere considerati né centri di recupero né di santuari, ma sono alla stregua di parchi tematici, in questi posti volontari da tutto il mondo, pagano migliaia di Euro per trascorrere alcune settimane a pulire feci e preparare cibo e vengono “ripagati” attraverso queste interazioni insane e diseducative con gli animali selvatici ospitati in cattività nel centro. Questi animali vengono spesso spacciati per irrecuperabili, disabili o orfani, ma nella maggior parte dei casi, questa maschera copre in realtà un business atroce che inizia con il biberon in mano al volontario e nei casi peggiori finisce con il fucile in mano a qualche ricco turista in una qualche riserva Naturale spesso addirittura collegata direttamente con il finto santuario (Canned hunt). Nei casi più fortunati gli animali vengono semplicemente utilizzati tutta la vita per essere accarezzati, cavalcati, coccolati e lavati da innocenti volontari o turisti che partono ingenuamente con l’obiettivo puro di far del bene, ma si trovano intrappolati in una rete di business nero e di sporco turismo di cui non volevano farne parte.
Nei veri santuari etici, il cui unico obiettivo è quello di aiutare e preservare gli animali ospiti, difficilmente avrete l’opportunità di interagire con animali selvatici: nemmeno per un selfie. Allora ecco che si inizia davvero a rispettare la selvaticità e la dignità degli animali e si mette da parte l’egoismo che ci spinge ad oltrepassare questi limiti.

Come sono viste queste esperienze dalle popolazioni del luogo?

Le popolazioni locali hanno capito che ai turisti interessa vedere gli animali selvatici.
L’Eco-Turismo aumenta dell’83% le entrate alle popolazioni locali, che grazie ai turisti responsabili ed etici, può assicurarsi entrate fisse tutto l’anno. L’Eco-Turismo preserva l’Ambiente e gli animali, e alle popolazioni locali quindi conviene preservare la Natura, così che ci sia sempre più turismo e quindi sempre più soldi per loro. I veri santuari, così come i veri safari, permettono sempre a più persone locali di poter vivere di turismo, meglio di quanto non gli permettesse di vivere il turismo invadente e irrispettoso.

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I santuari Hands-Off possono essere utili anche per la protezione di specie a rischio estinzione?

L’Eco-Turismo ed i veri santuari Hands-Off permettono, grazie alle entrate dei turisti, la conservazione e la ricerca, la protezione e la lotta ai crimini come il bracconaggio.
In soli 10 anni grazie all’Eco-Turismo è stato possibile tutelare e conservare più di 800 specie di animali come ghepardo, orango, pappagalli e pinguini.
I santuari che si occupano di tutela ambientale, sono molto attivi anche a livello educativo e di conservazione e questo è fondamentale per proteggere le specie in via di estinzione.

Abbiamo capito quanto siano dannosi i contatti tra animali selvatici e uomo, ma esistono condizioni in cui questo possa verificarsi senza creare eccessivi problemi agli animali?

In generale no. Solo il veterinario, il biologo o il keeper, per brevi periodi e per validi motivi medici, può maneggiare l’animale. Tutto il resto sono finte giustificazioni che diamo al nostro bisogno antropocentrico ed egoistico di interagire con l’animale selvatico.

eco-turismo

Grazie per queste informazioni. Ma dimmi, qual è il ricordo o episodio che vi è rimasto più impresso in questa esperienza?

Sicuramente trovarsi in mezzo alla foresta, circondati da scimmie di ogni specie, occhi negli occhi con i magnifici Gibboni, vedere Cercopiteci appena nati, crescere e muovere i primi passi, vedere madri di Cebo dai cornetti disperate davanti alla morte prematura di un figlio e vedere scene di gelosia tra Scimmie scoiattolo e Cercopiteci!
È difficile scegliere un solo ricordo ma sicuramente il dolore della madre di Cebo dai cornetti che per più di 6 giorni ha trasportato il corpo del feto morto di suo figlio cercando di rianimarlo e di chiedere aiuto. È stato uno dei momenti più forti e sicuramente indimenticabile.

Grazie mille per le risposte. Hai qualche consiglio da dare ad aspiranti eco-turisti? Dove possono trovare le informazioni?

Certo! Attraverso la nostra Associazione ETICOSCIENZA, abbiamo la possibilità di aiutare chi sceglie di fare un viaggio etico ed Eco-Sostenibile.
In ogni caso informatevi prima di partire. Sempre. Cercate, documentatevi e non fidatevi delle belle immagini che ripropongono molte strutture: se vedete una mano che abbraccia un animale selvatico: cambiate pagina internet.

BIBLIOGRAFIA

 

 

A cura di Chiara Grasso e Christian Lenzi. Revisionato da Davide Maspero.

 

Licenza Creative Commons
Quest’opera di Biochronicles A.P.S. è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

About the Author : Christian Lenzi

Biologo Naturalista, sognatore, viaggiatore, affascinato dalla scoperta.

About the Author : Chiara Grasso

Etologa esperta in benessere ed etica animale, crede che l’educazione sia l’arma migliore per cambiare il mondo.

6 Comments
  1. luciano domenico 13/10/2018 at 03:34 - Reply

    Secondo la mia opinione questi ragazzi così volenterosi sono molto impreparati e ho conosciuto tanti altri molto ma molto meglio con una maggiore esperienza e mi fa molto strano che nessuno gli ha mai intervistati. A mio avviso dietro ci sta qualche associazione animalista.
    Gli ho seguiti per un periodo e ho notato che si sono aperti una associazione chiedendo delle donazioni…si credono così esperti fino al punto di dire che rilasciano certificati e attestati. Si sono appena laureati e contraddicono i veri ricercatori…veterinari ( vedi dottori) veri scienziati in più manipolano anche la scienza.
    La mia domanda è: come mai si sa così tanta importanza a 2 ragazzini che come tantissimi altri sono stati nei stessi posti e hanno La stessa laurea ?????

  2. Luciano 13/10/2018 at 03:36 - Reply

    Mi sono dimenticato di dire che la signora si definisce da sola ESPERTA in benessere animali

  3. Manuela 13/10/2018 at 07:55 - Reply

    Ragazzi sicuramente con tanto entusiasmo, ma che si definiscano esperti di benessere animale mi sembra eccessivo. Le loro tesi vanno contro quelle dei più grandi scienziati che si occupano di welfare e wellbeing animale (una a caso, Martha Kiley-Worthington, con un curriculum di decennale esperienza in materia). Questa loro idea per cui non ci debba essere assolutamente alcuna interazione fra uomini e animali la trovo molto estremista, in quanto oggigiorno con il wild sempre più ristretto uomini e animali saranno sempre più a contatto. Sarebbe molto meglio educare invece l’uomo a un approccio con l’animale più corretto. Esistono realtà dove questo avviene (uno a caso il chipangali wildlife orphanage in Zimbabwe). Non è questione di antropocentrismo, ma di agire per il bene dell’ambiente e della fauna selvatica, a cui il contatto con l’uomo, se ben condotto, non è assolutamente nocivo. La scienza è scienza e non si può basare sull’ideologia.

  4. Davide Maspero 13/10/2018 at 10:40 - Reply

    Risponderò una volta per tutti i commenti. Sono vicepresidente della associazione Biochronicles a.p.s. Prima di tutto: Biochronicles è un’associazione NO PROFIT che si dedica alla divulgazione scientifica, ragazzi studenti di materie scientifiche scrivono per noi articoli divulgativi. Chiara e Christian sono nostri soci e hanno scritto per noi un paio di articoli. Abbiamo deciso di intervistarli perchè la loro esperienza in Africa ci è sembrata molto interessante e avrebbe fornito spunti a chi vuole fare quel tipo di turismo. In questo articolo NON ci sono teorie scientifiche, NON si chiedono donazioni né nient’altro di cui li state accusando. Raccontano solo la loro esperienza.
    Si definiscono esperti di benessere animale perché entrambi hanno una laurea magistrale in “Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo” presso l’università di Torino.

    Detto questo, Biochronicles deve tutelare i suoi soci, e non è sotto questo articolo che si devono sfogare critiche al metodo né tanto meno alla persona di Chiara perché in questo articolo si parla solo di una sua esperienza personale. Commenti fuori luogo saranno eliminati.

    Buona giornata,
    Davide Maspero

    p.s. Biochronicles non ha nessun rapporto con l’associazione che Chiara e Christian hanno aperto autonomamente (che comunque mi risulta essere anch’essa no profit) e sicuramente noi non siamo un’associazione animalista, basta leggere i nostri articoli.

  5. Jolanda 15/10/2018 at 02:07 - Reply

    Scusate ma Chiara Grasso è la famosa triennale che manipola la SCIENZA. Scrive articoli senza leggere la letteratura scientifica e si mette da sola sul trono. Nasconde la verità sugli studi scientifici e addirittura si crede più sapiente, più esperta, più colta e più istruita dei più grandi docenti in biologia, docenti veterinari, etologi e scienziati di fama mondiale. Fare una intervista a Chiara Grasso è come fare una intervista alle lobby animaliste….altro che etologa
    Leggete questo articolo contro il circo https://www.tgregione.it/tg4zampe/gli-animali-nei-circhi-non-rispondono-al-concetto-benessere-rispetto-della-natura-della-sanita-delletologia/

    LEGGETE LA REPLICA DA OSCAR con tutte le relazioni scientifiche nominate da Chiara Grasso
    https://www.tgregione.it/tg4zampe/gli-animali-nei-circhi-italiani-rispondono-al-concetto-benessere-rispetto-natura-sanita-ideologia/

    Anzi SONO 2 REPLICHE che dimostrano l’ignoranza in materia wellfare animali da parte della neo neo neo e superba Chiara Grasso Evidentemente si vede che i circensi amano leggere con molta più attenzione http://www.circo.it/gli-animali-nei-circhi-rispondono-al-concetto-di-benessere-rispetto-natura-e-sanita/

  6. Chiara Grasso 18/10/2018 at 15:02 - Reply

    È imbarazzante come una stessa persona possa crearsi diversi profili falsi per diffamare professionalmente e personalmente qualcun altro.
    È motivo di grande orgoglio, per me, essere così odiata dai circensi e questi commenti danno prova del grande impatto scientifico e mediatico che hanno le idee di ETICOSCIENZA che porto avanti con scienza ed eticità.

    Grazie per questa visibilità che mi date, Circensi. Essere il vostro bersaglio principale da ormai due anni mi fa capire che le mie battaglie stanno funzionando.
    Ne sono fiera.

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