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Carne in vitro: cosa mangeremo nel futuro?

LA CARNE SINTETICA POTREBBE RIVOLUZIONARE IL MONDO DEL CIBO

Il primo hamburger prodotto in laboratorio, frutto della sperimentazione condotta dal Prof. Mark Post dell’Università di Maastricht, è stato presentato al pubblico e mangiato durante una recente conferenza a Londra.   Quali ripercussioni avrà la carne in vitro nel settore food e come potrebbero cambiare le abitudini dei consumatori?

Una panoramica sugli alimenti del futuro

Una delle risorse che secondo la FAO potrà servire per soddisfare i fabbisogni alimentari futuri di una popolazione in continua crescita sarà rappresentata dagli insetti.  

In un report molto dettagliato del 2013, realizzato dalla FAO in collaborazione con l’Università di Wageningen (Olanda), vengono analizzati i diversi aspetti che riguardano l’utilizzo degli insetti per l’alimentazione umana ed animale.

Molte popolazioni dell’Africa, dell’Asia e del Sud America basano da sempre le loro tradizioni culinarie proprio sul consumo di larve di insetto o di insetti interi come scarafaggi, bruchi, api, formiche, cavallette.

Questo modo di alimentarsi è ancora un tabù per buona parte della società occidentale anche se, ultimamente, stanno nascendo in Europa (Danimarca, Francia) i primi ristoranti che propongono nel loro menù anche pietanze innovative ottenute con cavallette e termiti. Esistono anche negozi che vendono snack a base di grilli e vermi della farina.

Gli insetti potrebbero servire come alternativa al consumo di carne e pesce grazie al loro alto contenuto proteico, salvaguardando l’eccessivo sfruttamento delle terre e degli oceani, la loro produzione non sarebbe così inquinante come nel caso del bestiame perché non produrrebbe troppi scarti e non necessiterebbe di troppe risorse, dal punto di vista economico sarebbe meno dispendiosa.

Gli insetti rappresentano una risorsa importante anche per la nostra economia. Attualmente, nell’Unione Europea, le proteine ottenute dagli insetti possono essere impiegate come materie prime per la produzione di mangimi destinati esclusivamente agli animali da compagnia, animali diversi dagli animali da allevamento quali quelli ornamentali, da pelliccia, da zoo o da laboratorio o per usi diversi da quelli alimentari (usi tecnici). Presto però si potrebbe allargare il loro uso anche ai mangimi per animali da allevamento (non ruminanti) come il pesce.  

Accanto alla sempre più concreta possibilità di allevare insetti per usi alimentari, altri possibili candidati come alimenti del futuro sono le alghe e la carne sintetica.

Quali sono le alternative al consumo di carne?

Uno degli argomenti di cui più si discute oggi è legato agli aspetti salutistici ed etici della carne e alla sostenibilità della sua filiera. Dal punto di vista dei nutrienti la carne è una fonte importante di proteine (15-22 g/100 g) che forniscono amminoacidi essenziali, ha un contenuto in grassi che oscilla tra il 2 e il 30%, contiene vitamine tra cui la B12 e minerali come il ferro, lo zinco, il selenio e il rame. Nella piramide alimentare italiana la carne è posta in alto, tra gli elementi da mangiare in modo moderato.

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In una settimana si dovrebbero mangiare al massimo 5 porzioni da 100 g l’una e si dovrebbe limitare l’uso degli insaccati perché un eccesso di carne può favorire l’insorgere di problemi di salute come i disturbi cardiovascolari e il cancro. Lo IARC (International Agency for Research on Cancer) ha affermato di recente che le carni lavorate come i wurstel sono cancerogene e sono state inserite nel gruppo 1 di pericolosità mentre le carni rosse sono probabilmente cancerogene (gruppo 2A). Questa decisione è stata presa dopo aver esaminato gli studi relativi all’associazione tra diverse tipologie di cancro e il consumo di carni rosse e trasformate. Molto criticate sono le caratteristiche della filiera della carne: eccessivo dispendio di energia, suolo, acqua e vegetali per produrre mangime; elevato inquinamento dovuto a gas come metano e CO2; aumento degli allevamenti intensivi in cui tanti animali sono costretti a vivere insieme con riduzione del loro benessere.

Attualmente, in Cina, India e nei paesi emergenti la richiesta di carne è in aumento e le modalità di allevamento degli animali si stanno spostando verso quelle dei modelli occidentali. L’aumento della popolazione, il veloce impoverimento delle risorse sulla Terra dovuto al loro cattivo uso e gli impatti sull’ambiente, dovrebbero spingere verso una gestione diversa della filiera il prima possibile. Infatti, più che per motivi salutistici o per scelte personali, il motivo principale per cui è diventato necessario trovare delle alternative alla carne è quello della sostenibilità ambientale. Si sta quindi assistendo alla diffusione sul mercato di prodotti vegetali che contengono un profilo proteico e nutrizionale simile alla carne. Alcuni esempi sono: il tempeh e i burger vegetali, alimenti a base di soia. Il “muscolo di grano” a base di farina di grano e di lenticchie, il mopur, fatto con farina di cereali integrali e farina di ceci e il seitan fatto con il grano.

Una risposta altrettanto valida ma completamente diversa potrebbe arrivare ancora una volta dalla ricerca scientifica e dalle nuove tecnologie: la produzione della carne in vitro.

La carne sintetica avrà successo?

Durante una conferenza che si è svolta nel 2013 a Londra è stato presentato per la prima volta all’opinione pubblica un hamburger prodotto in vitro.

La ricerca che ha portato ad ottenere lo stupefacente risultato è stata condotta dal professor Post dell’Università di Maastricht e dai suoi collaboratori ed è stata finanziata da Sergey Brin, cofondatore di Google, per 330.000 dollari.

All’evento era presente la stampa e due esperti che hanno potuto assaggiare la carne esprimendo il loro parere sul gusto e sulla consistenza.

Il verdetto finale per il burger ottenuto in laboratorio è stato parzialmente positivo: assomiglia molto alla carne ma non ha la stessa succosità, la stessa morbidezza e manca della parte grassa che avrebbe conferito più sapore.

Si tratta quindi di un primo passo verso la possibilità di sostituire la carne animale con identica carne prodotta senza sofferenze e con impatti ambientali significativamente ridotti.

La tecnica usata dal gruppo di ricerca si basa sulle cellule staminali dalle quali si sviluppano i tessuti specializzati; in particolare, queste cellule sono prelevate con una biopsia dal tessuto muscolare bovino e vengono fatte crescere in un terreno idoneo. Dopo circa tre settimane le cellule cresciute vengono poste su dei supporti per formare delle piccole strisce di tessuto muscolare; queste strisce vengono collezionate e congelate. Quando sono tante vengono scongelate e vanno a formare l’hamburger. Per rendere il colore e l’appetibilità della carne simili a quelli reali è stato usato il succo di barbabietola rossa e sono stati aggiunti briciole di pane, caramello e zafferano.

Cite as Fabrice de Nola, 2008. Flesh Lab, digital C-Print, cm 60x90.

I principali motivi di scetticismo verso questo “alimento del futuro” sono dovuti ai costi di produzione che rendono l’arrivo sul mercato ancora lontano, la mancanza di studi relativi agli effetti sulla salute umana così come di ricerche che dimostrino la posizione dei consumatori a riguardo, infatti il fattore “disgusto” potrebbe costituire un duro ostacolo al successo della commercializzazione.

Come affermato dalla Commissione Europea in risposta ad una interrogazione parlamentare del 2011, prima che la carne sintetica diventi alla portata di tutti è necessario capire se il Regolamento sui nuovi prodotti CE n. 258/97 si applichi o meno anche in questo caso; sarebbe quindi necessario avviare una valutazione scientifica del rischio prima dell’immissione in commercio.

Le associazioni che difendono il benessere degli animali come la PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) supportano il risultato conseguito dall’università olandese perché ritengono che porterà alla fine dello sfruttamento degli animali ma anche alla riduzione dello spreco di acqua e delle emissioni di gas serra.

I vantaggi della produzione della carne in vitro consistono infatti proprio nel ridotto uso dell’energia e della terra e nelle più basse emissioni di anidride carbonica.

La start up Modern Meadow di Brooklyn sta investendo nelle colture cellulari animali destinate alla produzione di prodotti che non prevedono il sacrificio di nessun animale. 

Le regole sui nuovi alimenti discusse dal Parlamento Europeo riunito a Strasburgo a fine ottobre 2015 sono relative anche al cibo ottenuto da colture cellulari o di tessuti e agli insetti e dimostrano la volontà e la necessità a livello comunitario di una legislazione sulle novità del settore alimentare. Nel supermercato del futuro potremmo quindi trovare delle confezioni di carne simili a quella riportata nella seconda immagine; per qualcuno questo potrà rappresentare un incubo, per qualcun altro semplicemente un’alternativa al cibo tradizionale, l’importante è che venga tutelata sempre la sicurezza dei consumatori.

BIBLIOGRAFIA

 

 

A cura di Cristina De Ceglie. Revisionato da Davide Maspero.

 

 

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About the Author : Cristina De Ceglie

Biotecnologa alimentare. Determinata e propositiva. Sostenitrice della divulgazione. Amante della natura.


1 Comment
  1. Loredana Mariniello 12/11/2017 at 21:20 - Reply

    Nessuno che sottolinea la scelleratezza di investire soldi e risorse per costruire una carne sintetica che somiglia quella vera semplicemente per soddisfare palat e vista. Non si pensa alla vera sostenibilità e alla ragionevolezza: se abbiamo bisogno di cibo per vivere tutti senza depredare la terra ed inquinando il meno possibile, la soluzione più semplice è RINUNCIARE ALLA CARNE ! I legumi possono fornirci degli ammino acidi essenziali e la loro coltivazione non crea danni all’ambiente e accontenta gli animalisti. E’ una follia ricorrere l’idea che la carne sintetica possa sfamare i popoli, ma solo una nicchia di consiumatori ricchi e viziati.

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