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Diciamo no alla Soia! Sì al Biotech.

PERCHÉ INVESTIRE SUL BIOTECH?

Il binomio scienza e tecnologia sta diventando sempre più stretto.

Gran parte dei paesi industrializzati hanno avviato una forte politica di sostegno delle biotecnologie, riconoscendone l’importanza strategica ai fini di  migliorare la tutela della salute e dell’ambiente.

“Diciamo no alla Soia, sì al Biotech.” (Detto popolare)

Ovviamente questo simpatico “detto popolare” non è, per nulla al mondo, un detto popolare. Ti ricorderà certamente la nota pubblicità di un gelato, ma vuole essere solamente un punto di partenza satirico per la successiva trattazione di un argomento delicato e molto caro ai biotecnologi di tutto il mondo.

A cosa serve il biotech? Continua a leggere se vuoi scoprirlo.

BIOTECH: UN APPROCCIO SOCIO-ECONOMICO.

La ricerca scientifica trae stimoli sempre nuovi dalla valenza economica e sociale della biotecnologie. Il che si traduce in un grande sostegno in termini di disponibilità di apparecchiature e strumentazioni avanzate.

L’obiettivo di base delle biotecnologie è quello di migliorare l’efficienza delle tecniche produttive: in campo agrario, industriale e biomedico. Non a caso, permettono di ottenere risultati in tempi più rapidi e con maggiori possibilità operative (molti risultati ottenibili con le moderne biotecnologie sono generalmente impossibili da ottenere con le tecniche tradizionali).

Ancora oggi, però, si sente l’incertezza relativa all’accettazione da parte della società europea di fattori innovativi e di sviluppo tecnologico, che comporta un indebolimento non indifferente nelle nostre capacità di ricerca. Sulla base delle recenti scoperte scientifiche, gli enormi progressi compiuti attualmente, per quanto riguarda le conoscenze delle scienze della vita, sono destinati a fornirci un flusso continuo di nuove applicazioni. Eccone alcuni esempi.

Settore sanitario

Le red biotechnology costituiscono quanto di più promettente esista oggi nell’innovazione del settore biomedico. È soprattutto nel settore sanitario che si percepisce l’esigenza di innovazioni per rispondere a problematiche connesse all’invecchiamento della popolazione, la necessità di cure per malattie di cui ancora non ne è stata scoperta l’origine e di cure alternative agli antibiotici che stanno diventando meno efficaci a causa dello sviluppo di resistenze alla terapia.

Grazie alle biotecnologie è possibile produrre farmaci di nuova e di vecchia sintesi a livello più economico ed in condizioni di maggiore sicurezza. Basti pensare all’ormone umano della crescita immune al rischio di contrarre il morbo di Creutzfeldt-Jacobs, la terapia per gli emofiliaci grazie a fonti illimitate di fattori di coagulazione immuni da AIDS e virus dell’epatite C, l’insulina umana, i vaccini contro l’epatite B e la rabbia.

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Il punto di forza del biotech sta nella gestione di patologie per le quali e’ possibile trovare una medicina personalizzata e preventiva, basata sulla predisposizione genetica, su screening mirati, diagnosi e terapie con farmaci innovativi.

Cose come la biologia rigenerativa, le ricerche sulle cellule staminali e gli xenotrapianti, ci consentiranno, nel prossimo futuro, di disporre di tessuti e organi di ricambio per curare malattie degenerative e lesioni da ictus, morbo di Alzheimer e di Parkinson, ustioni e lesioni del midollo spinale.

Settore agrario

Per ciò che riguarda il settore agrario lo scopo delle biotecnologie è quello di migliorare le caratteristiche quantitative e qualitative degli alimenti attualmente disponibili, soprattutto nell’ottica di uno sviluppo sostenibile di questo settore. Ciò diviene possibile, ad esempio, aumentando la resistenza naturale  di piante e animali alle malattie e allo stress, riducendo così l’uso di pesticidi chimici, fertilizzanti e farmaci.

Si può agire inoltre modificando la qualità del prodotto, le sue caratteristiche nutrizionali diminuendo la tossicità alimentare, il potere allergenico, aumentando le componenti nutritive come vitamine, amidi e altri polisaccaridi.

I benefici derivati dall’impiego di queste tecnologie comportano innanzitutto una maggiore produttività di specifiche coltivazioni, incrementando le rese per ettaro coltivato.

Questo costituirebbe un risparmio economico molto importante.

Si necessiterebbe di minori antiparassitari, diserbanti e di un minore intervento sul campo. Aumentando la velocità di crescita si potrebbero, inoltre, effettuare più semine, più raccolti nella stessa stagione e sfruttare terreni aridi e poco fertili.

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Settore ambientale

Il biotech ambientale è un settore innovativo ed in rapida crescita soprattutto per l’interesse, sempre maggiore, verso il problema dell’inquinamento e la conseguente necessità di nuove tecniche di risanamento che possano unire all’efficienza, la sostenibilità economica e la compatibilità ambientale.

Offrono nuovi strumenti per proteggere e migliorare l’ambiente attraverso processi di biodegradazione, detossificazione, biofiltrazione dell’aria e dell’acqua inquinata, processi di bioventilazione per terreni contaminati da sostanze organiche, nonché la messa a punto di prodotti e processi industriali più puliti. In sostanza, basati sull’uso di enzimi (biocatalisi).

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La necessità di risanare siti contaminati ha portato allo sviluppo di nuove tecnologie volte alla distruzione dei composti inquinanti. Una di queste tecniche, il biorisanamento, utilizza il potenziale metabolico dei microrganismi al fine di decontaminare ambienti inquinati.

Ulteriori processi sono stati messi a punto per produrre combustibili e favorire la bio-combustione per raggiungere l’obiettivo ecologico dei “rifiuti zero”. L’utilizzo di anidride carbonica, come materia prima, fornirebbe un contributo per ridurre le emissioni atmosferiche del gas.

Sembra ovvio che opporsi ai progressi tecnologici, offerti dal biotech, sia come tentare di opporsi all’evoluzione. A proposito di evoluzione, se vuoi saperne di più, clicca qui: “Evoluzione: tutto quello che devi sapere”.

Anche se le tecnologie sono strumenti che noi creiamo servendoci di ciò che la natura ci offre, è altrettanto vero che, talvolta, possa essere necessario per l’uomo modificare e alterare l’ambiente in cui vive per assicurarsi il benessere e per aumentare le sue prospettive di vita.

In conclusione, investire sulle biotecnologie, non solo è importante, è necessario per garantire un adeguato progresso socio-economico e clinico.

BIBLIOGRAFIA

 

A cura di Alice Guida. Revisionato da Giulia Ciceri.


About the Author : Alice Guida

Studentessa di biotecnologie medico-farmaceutiche. Tenace e spigliata. Decisa, progressista e appassionata di libri.

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