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biocarburanti

Come i biocarburanti potrebbero sostituire l’intera industria petrolchimica.

Ad oggi, la bicicletta è di certo il mezzo di trasporto esistente più green. Su questo, non ci piove. Ma se ti dicessi che tra non molto potrebbe non essere più così? Ottenere dei carburanti – o meglio biocarburanti – direttamente a casa tua, e senza nemmeno troppo sforzo, è un obbiettivo raggiungibile nel prossimo futuro.

Sicuramente mi stai prendendo per matto, ma tralasciando per qualche secondo determinate questioni legali, voglio spiegarti come questa balzana idea non sia troppo lontana dalla realtà. Sarebbe certamente molto più comodo avere tutto il combustibile necessario per le nostre autovetture senza recarsi ad una stazione di servizio. Non trovi?

Cosa sono i biocarburanti.

Secondo le più recenti ricerche del biologo statunitense Craig Venter sarebbe possibile ottenere dei biocarburanti, direttamente utilizzabili nelle nostre automobili, come sottoprodotto del metabolismo di alcuni microrganismi che si nutrono di anidride carbonica.

Il Dr. Venter non è sicuramente a digiuno da opere ambiziose. Basti pensare che negli anni 80’, con la propria società, si mise a sfidare il Progetto Genoma Umano (preso vita per ordine dello stesso governo degli Stati Uniti d’America).

Di carburanti ecologici, o biocarburanti, si è parlato molto spesso ultimamente, non trovi? Ma ti rivelerò un segreto: queste due categorie non identificano il medesimo tipo di combustile.

Il perché è presto detto. Come avrai già immaginato, i biocarburanti possono essere considerati una sottocategoria di combustibili ecologici. Tra quest’ultimi, quindi, possiamo annoverare il bioetanolo, il biodiesel e il biogas, ma anche idrogeno e batterie per auto elettriche.

Scusa la piccola digressione. Ora, veniamo a noi.

Biocarburanti di quarta generazione.

Con biocarburanti s’intendono dei combustibili ricavati o prodotti direttamente da materia vivente. Siamo ormai giunti alla quarta generazione di biocarburanti, ma cosa rende così rivoluzionaria questa tecnologia? E quali sono le premesse sulle quali la Syntethic Genomics, compagnia di proprietà dello stesso Venter, intende sostituire l’intera industria petrolchimica?

Innanzitutto, uno dei progetti, che hanno tenuto impegnato lo scienziato in questi ultimi tempi, è stato quello di modificare il genoma di alcuni microrganismi al fine di trasformare acqua, zucchero e anidride carbonica direttamente in biocarburanti.

Tutto questo, senza utilizzare alcun tipo di biomassa vegetale e le successive modificazioni chimiche o biologiche, necessarie per i biocarburanti di precedente manifattura.

Iluc: indirect land use change.

 Ti sto parlando del cosidetto cambio di destinazione d’uso dei territori, coltivati per derrate alimentari, in territori coltivati per produrre biocarburanti. Il problema sorge spontaneo: come possiamo produrre abbastanza biocarburanti da soddisfare tutto l’attuale bisogno di combustibile fossile? Dalla prima, alla seconda, fino a raggiungere la terza generazione di biocarburanti, questo è risultato essere un ostacolo molto difficile da superare, proprio perché la maggior parte dei biocarburanti veniva prodotta utilizzando una biomassa vegetale proveniente da coltivazioni destinate all’uso alimentare.

Le conseguenze di tutto ciò? Ovviamente l’innalzamento dei prezzi di molti generi alimentari. Una spiacevole sorpresa avvenuta in diversi paesi, come Brasile e Argentina, che fin da subito si sono fiondati sulla produzione di biocarburanti.

Tuttavia, la direttiva del parlamento europea 2009/28/CE stabilisce che, entro il 2020, tutti gli stati membri dovranno portare, utilizzando carburanti ecosostenibili, un incremento del 10% sul consumo totale di benzina e diesel per l’autotrazione. Proprio per i seguenti motivi, la tecnologia del biologo statunitense sembra poter essere una valida alternativa al petrolio e ai biocarburanti di prima e seconda generazione (molto dispendiosi per l’ambiente e l’economia statale).

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Biocarburanti di terza generazione.

La terza generazione di biocarburanti si proponeva di produrre combustibili tramite l’utilizzo di micro-alghe fotosintetiche. Questi piccoli organismi venivano così impiegati per produrre la biomassa vegetale necessaria per la realizzazione di alcuni biocarburanti. In pratica, la tecnologia di terza generazione è stata in grado di risolvere, almeno in parte, il gravoso problema dell’Iluc, generando biomassa utilizzabile subito e senza perplessità. 

Ma attenzione! Non è tutto oro quel che luccica. La terza generazione di biocarburanti presentava anche alcuni particolari problemi, non del tutto trascurabili.

  • Costi elevati per il raggiungimento del prodotto finale. Basti pensare che, in media, la produzione di 1 kg di micro-alghe poteva costare dai 2.95$ ai 3.80$, in aggiunta ai 2.40$ al litro necessari per la produzione di biocarburanti dal substrato vegetale.
  • Perdita di circa il 25% dei profitti durante le ore notturne perché, per impedire la sedimentazione della biomassa, si rese necessaria un illuminazione ed un rimescolamento costante per mantenere sempre attivo il metabolismo delle micro-alghe.
Come rivoluzionare l’intera industria petrolchimica.

Risulta evidente come la quarta generazione di biocarburanti potrebbe realmente diventare conveniente per un effettiva produzione industriale. Per ora, tuttavia, è stato possibile replicare l’esperimento solamente in scala ridotta. In ogni caso, Craig Venter si è dimostrato estremamente fiducioso, ipotizzando un’applicazione su larga scala in un tempo relativamente breve. Altre applicazioni di queste nuove tecnologie sarebbero la produzione di piccole molecole industriali attualmente realizzate con trattamenti chimici inquinanti e molto costosi.

Infine, l’obbiettivo utopistico, ma non troppo, dello scienziato americano, sarebbe quello di consentire anche al singolo individuo la produzione del proprio e personale biocarburante. Per non parlare di qualsiasi altro tipo di molecola utile: basta possedere il microrganismo ingegnerizzato nel modo giusto.

“La biologia ci consente di creare milioni di micro raffinerie, senza essere legati ai giacimenti e quindi ai trasporti navali e su gomma” (Newsweek, 2008)

Parole che fanno sognare, pronunciate dallo stesso Craig Venter, in un intervista realizzata da Freed Zackaria per Newsweek. Finora ti ho parlato di un sogno, o meglio, del sogno di un mondo più pulito e libero dall’oppressione dei combustibili fossili.

Io dico che finalmente ci siamo quasi, e tu?

BIBLIOGRAFIA:

 

A cura di Mirko Zago.

 

 

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About the Author : Mirko Zago

Founder di Kibble, chimico ed ecologo. Adventurer per passione, innamorato della natura e content creator. Lascia che ti racconti una storia!

1 Comment
  1. […] non viene metabolizzato dalla flora batterica presente e questo provoca la formazione di idrogeno, metano, CO2 e acidi grassi volatili che porta a distensione addominale, senso di gonfiore e feci acide […]

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