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OGM

OGM: 8 ragionevoli motivi per metterli in tavola.

OGM TRA MITI E LEGGENDE.

“Il 71% degli italiani ritiene che siano meno salutari rispetto al cibo tradizionale.” (Sergio Marini, Presidente Coldiretti).

Ma gli OGM sono davvero nocivi? Tutto ciò che ci viene detto dai media corrisponde alla realtà?

Navigando in internet, guardando la televisione (Annual Reviews of Plant Biology, 2008) e leggendo riviste o quotidiani, come nel caso di Food and Chemical and Toxicology e Nouvel Observateur, che hanno pubblicato uno studio a proposito della tossicità degli OGM senza assicurarsi della veridicità dei contenuti, è possibile notare come si siano diffusi vari miti e leggende sulle biotecnologie agrarie: in particolare, sul tema OGM.

I lettori si sentono disorientati davanti a questo mare di notizie contrastanti e spesso fasulle. In questo articolo scoprirai gli #8 ragionevoli motivi per mettere in tavola gli OGM.

Un OGM (Organismo Geneticamente Modificato) è un organismo il cui DNA è stato manipolato. Il termine OGM può riferirsi a batteri, funghi, virus, piante e animali le cui caratteristiche genetiche sono state modificate. Si possono ottenere tramite transgenesi, un fenomeno con il quale vengono inserite delle sequenze di DNA (dei geni) provenienti da un organismo, in un altro. L’organismo ricevente, diventato quindi un OGM, mostrerà nuove caratteristiche.

Gli OGM possono essere brevettati e, quindi, considerati veri e propri prodotti di proprietà di enti pubblici o privati, che possono di conseguenza commercializzarli. Essi possono essere utilizzati in diversi settori: medico, ecologico, agroalimentare e zootecnico.

I prodotti OGM attualmente in commercio sono ritenuti sicuri almeno quanto quelli convenzionali, infatti, sono stati sottoposti ad attenti controlli da parte delle autorità sanitarie competenti.

Ma vediamo alcuni (8) dei miti e delle leggende in circolazione su questi fantomatici OGM. Ad ogni mito sfatato scoprirai anche un ragionevole motivo per mettere in tavola un OGM.

1# Gli OGM non sono naturali: VERO!

Ti aspettavi una risposta completamente diversa: ammettilo! Invece no, gli OGM non sono naturali e ti spiego subito il perché. Ebbene il termine OGM è una definizione prettamente legale che indica organismi nei quali sono state effettuate determinate modifiche con precise tecniche di laboratorio.

Si può dire che per legge non siano naturali! Ma noi comuni mortali come dobbiamo considerarli?

Innaturali?

Assolutamente no! Sebbene la natura imponga dei limiti, allo stesso tempo permette a specie diverse di scambiare tra loro porzioni del proprio DNA. Ciò che lo scienziato svolge in laboratorio è, quindi, una versione controllata di un fenomeno naturale.

Tra gli OGM sorti spontaneamente in natura troviamo il farro, che racchiude in sé il genoma di due specie diverse, il Triticum urartu e la cerere, un’erba infestante selvatica del genere Aegilops. Inoltre, gran parte della frutta e della verdura che siamo abituati a trovare nelle nostre tavole è stata selezionata dall’uomo al fine di ottimizzarne le caratteristiche organolettiche. Pomodori, cavoli, zucche, mele e patate sono state modificate per ottenere una maggiore resistenza a parassiti e insetti. Nei broccoli, ad esempio, viene bloccata la sintesi di etilene in modo da rallentarne la maturazione.

É interessante notare come la prima pianta transgenica messa sul mercato fu il pomodoro, nel 1994 negli Stati Uniti d’America. Esso era stato infatti ingegnerizzato per ottenere dimensioni maggiori e maturazione più lenta (Springer, 1994).

Accurato glie OGM sono naturali, perché non metterli in tavola?

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2# Gli OGM minacciano le colture tradizionali: FALSO!

Se i campi in cui si coltivano OGM sono posti ad una distanza superiore ad un minimo di sicurezza, la coltivazione di prodotti non OGM risulta compatibile. Sono stati svolti diversi studi (Sitox.org, 2006) per stabilire la distanza di sicurezza da adottare tra colture OGM e non-OGM ed impedire eventuali contaminazioni. In Italia, gli studi sono stati condotti da COOP Italia in Emilia Romagna e Toscana, dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), dal Ministero dell’Ambiente, dal CRA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) di Bergamo e dal Parco Tecnologico Padano utilizzando diverse tipologie di mais.

Approssimativamente la distanza da tenere tra una coltura OGM ed una coltura tradizionale è di circa 25-40 metri per mantenere i livelli di impollinazione incrociata al di sotto dei livelli stabiliti dalla normativa europa.

In natura i diversi tipi di produzione agricola tendono a non restare separati e durante la coltivazione, il raccolto, il trasporto, lo stoccaggio e la lavorazione dei prodotti è necessario impiegare misure adeguate evitare l’accidentale commistione tra colture OGM e non-OGM. Questo causerebbe perdite a livello economico e cause legali per avere infranto la normativa vigente.

Ganni Tamino, ex-docente di Biologia all’Università di Padova, afferma come non esistano studi epidemiologici che escludano a priori effetti nocivi o positivi su uomini o animali alimentati con OGM. La vicinanza dei due tipi di colture potrebbe consentire un trasferimento di geni tra le piante, con effetti non ancora conosciuti. Infatti, l’ingegneria genetica non può prevedere come interagirà l’inserimento di nuovi geni con il metabolismo pre-esistente in cui vengono inoculati, potrebbero verificarsi alterazioni a livello dell’espressione dei geni nel futuro (Ambiente Brescia, 2015).

Il vero problema è stabilire se gli OGM sono nocivi per la salute del soggetto. Nel tempo, solo la ricerca potrà dare risultati certi. Per il momento, essi non sono né più né meno pericolosi dei prodotti tradizionali.

3# Gli OGM sono nocivi per l’ambiente: VERO e FALSO!

Non sono più dannosi delle colture tradizionali. Infatti, sia coltivazioni OGM che non-OGM si avvalgono dell’utilizzo di erbicidi. La coltivazione di piante transgeniche potrebbe comportare, in futuro, l’aumento dell’uso di pesticidi per due motivi principali che ti spiegherò tra pochissimo. Attualmente, tuttavia, ne riduce l’utilizzo. Un controsenso? Aspetta e vedrai.

  • Le piante transgeniche Bt (Bacillus thuringiensis) possono determinare lo sviluppo di resistenze alle tossine transgeniche da parte di insetti e parassiti, come riportato da uno studio condotto dall’Università del North Carolina.
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Il B. Thuringiensis è utilizzato in agricoltura biologica come insetticida naturale contro datteri e lepidotteri (parassiti del mais). La sequenza di DNA che permette al batterio di produrre l’insetticida è stata identificata, isolata ed inserita nel mais ed in altre piante. Le piante geneticamente modificate in tal modo acquisiscono una resistenza al parassita. In tale studio è stato dimostrato come i parassiti possano adattarsi agli OGM sviluppando una resistenza alle tossine. Tali resistenze sono pericolose in quanto eventuali infezioni risulterebbero più difficili da eliminare (Pnas.org, 2012). Tutto ciò potrebbe accadere in futuro, attualmente, come già detto sopra, consentono la riduzione dell’utilizzo di pesticidi.

  • La resistenza agli erbicidi può essere trasmessa a specie infestanti, in tal caso si renderebbe necessario impiegare maggiori quantità e qualità di pesticidi.

Per ora, consentono un minor utilizzo di pesticidi. Non sarebbe bello mangiare un frutto che ne contiene un basso quantitativo o che non ne contiene affatto?

4# Gli OGM danneggiano la biodiversità: VERO e FALSO!

In realtà gli OGM possono preservare al meglio la biodiversità (insieme delle diverse specie presenti in un dato ecosistema). Si ritiene che coltivare OGM significhi, solamente, avvalersi di monocolture intensive a discapito della tipologia non selezionata, cioè concentrandosi  su un determinato prodotto eliminando ogni coltivazione parallela. Questo punto, però, non dipende dagli OGM ma dalla tipologia di coltura. Infatti, questi possono anche essere utilizzati per aiutare a prevenire la scomparsa di alcuni prodotti tipici come il riso Carnaroli, il pomodoro di San Marzano, la cipolla rossa di Tropea o il melo della Valle d’Aosta.

Le stesse tossine prodotte dagli OGM potrebbero ledere non solo agli insetti nocivi, ma anche a quelli benefici e agli uccelli predatori che si cibano degli insetti dannosi. Se così fosse l’equilibrio ecologico verrebbe alterato. 

Ma con le dovute accortezze, il problema non si pone! Che bello, mangiando OGM potremmo addirittura aiutare l’ambiente eliminando le fastidiosissime monocolture. 

5# Un OGM può ottenere qualsiasi caratteristica: FALSO!

Le caratteristiche che possono essere conferite ad un organismo tramite transgenesi sono solo quelle di cui si conosce la sequenza di DNA responsabile. Tale sequenza deve inoltre essere adattata in modo da essere efficace in specie diverse. Infine, non vi è certezza che la sequenza agisca come atteso: l’organismo geneticamente modificato deve essere studiato e solo i campioni con la caratteristica di interesse vengono selezionati.

Ad esempio, il pomodoro di San Marzano, che viene attaccato in natura dal Cucumber Mosaic Virus (CMV), potrebbe essere salvato dall’estinzione se reso resistente a tale infezione, senza alterarne e le altre proprietà e caratteristiche. Il Metapontum Agrobios (Centro di Ricerche della Regione Basilicata) in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e il CNR hanno cercato di combattere la suddetta virosi, prelevando una molecola prodotta dal patogeno e ricostruendo con un pezzo di RNA il suo sistema immunitario. Sfortunatamente il progetto di ricerca è stato bloccato (La Repubblica, 2014).

Gli OGM hanno permesso di salvare piccole produzioni tipiche da estinzione certa, come quella della Papaya delle Hawaii. Le colture di Papaya sono notoriamente attaccate dal Papaya RingSport Virus, trasmesso dagli afidi, per cui non esistono trattamenti se non la distruzione dell’intera piantagione. Per ovviare a questo inconveniente è stata progettata una specie di vaccino genetico.

In un primo momento, si cercò di ottenere un’immunità con un metodo simile a quello dei vaccini umani: tramite la somministrazione di un virus attenuato che avrebbe reso le piante immuni ad una seconda infezione. Purtroppo questo tentativo risultò in una protezione solo temporanea, a causa dell’elevato tasso di mutazione del virus. Quindi si tentò di produrre tramite incroci una nuova varietà resistente al virus, ma, solo nel 2006 si ebbe il primo successo in tal direzione. Per questo motivo negli anni ’80 si iniziò a lavorare per produrre una varietà di papaya geneticamente modificata resistente al virus. Si inserirono i geni esogeni responsabili dell’immunità contro il RingSpot Virus direttamente nel codice genetico della pianta, garantendo così la trasmissione dell’immunità alle progenie (Ncbi, 2008) (Ncbi, 2007).

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6# Gli OGM risolveranno il problema della fame nel mondo: VERO e FALSO!

Il problema della fame nel mondo ha cause profonde e ben radicate, che non possono essere risolte solamente da un aumento delle rese agricole. Non sono ancora stati realizzati OGM in grado di aumentare la quantità di prodotto agricolo in modo diretto, ma indirettamente un aumento della resa agricola è stato possibile grazie ad una maggiore resistenza agli agenti esterni (come parassiti e insetti) che permettono di ridurre l’utilizzo di nitrati e pesticidi, dannosi per la salute degli agricoltori. Ad ogni modo, questa tecnologia può senza dubbio incrementare la resa agricola nei Paesi in via di sviluppo e promuovere sia l’aumento del tasso di occupazione che del reddito degli agricoltori.

7# La fragola-pesce è un OGM capace di resistere a particolari climi freddi grazie a geni provenienti da un pesce artico: FALSO!

Testate giornalistiche di rilievo, come Repubblica e programmi televisivi come Report,  hanno sostenuto l’esistenza di una specie di fragola geneticamente modificata resistente al freddo, grazie all’inserimento di geni di pesci che vivono in acque particolarmente fredde.

Queste informazioni sono assolutamente prive di fondamento: nessuna azienda o centro di ricerca ha mai annunciato la creazione di un prodotto di questo tipo. Non esistono, in altre parole, fonti ufficiali che trattino di questa misteriosa fragola-pesce. Si tratta di una vera e proprio leggenda metropolitana!

Essendo l’immagine della fragola-pesce molto evocativa a livello mediatico, questa viene sfruttata con il solo scopo di demonizzare gli OGM e diffondere informazioni fasulle per scoraggiarne l’utilizzo.

Questa notizia errata è stata diffusa sul sito della COOP, di Greenpeace, e durante programmi televisivi come Rai Uno Mattina e Porta a Porta. La sua origine potrebbe risalire ad alcuni tentativi svolti per realizzare un pomodoro resistente al freddo da parte della compagnia DNA Plant Technology (Plant Molecular Biology, 1991) .

8# Il pomodoro anti-gelo è stato messo in commercio: FALSO!

Il pomodoro anti-gelo è nato da un’idea della DNA Plant Technology. Questa società voleva creare pomodori resistenti alle gelate modificando il genoma del frutto affinché esprimesse proteine in grado di proteggere le cellule dal congelamento.

Tali proteine, note come Anti-Freeze Proteins, sono state individuate per la prima volta in un pesce artico. I ricercatori  hanno prodotto un gene simile a quello del pesce, che poteva essere inserito all’interno di cellule vegetali. Questo esperimento, condotto nel 1991 dalla DNA Plant Technology, è risultato in pomodori privi di alcuna resistenza al gelo. In pratica, fu un totale fallimento.

Perché gli OGM prodotti con le moderne tecniche d’ingegneria genetica sono considerati innaturali e pericolosi? Riflettendo su come la maggior parte dei cibi che giungono alle nostre tavole siano il risultato di manipolazioni genetiche avvenute direttamente in natura, demonizzare gli OGM non comporta alcun tipo di vantaggio.

É essenziale comprendere come gli OGM non costituiscano una novità e come possano rappresentare una grande opportunità per l’alimentazione, sia preservando alimenti in via di estinzione che conferendo loro migliori proprietà organolettiche, ma anche per la salute umana e dell’ambiente.

La presenza di una tale quantità di miti e leggende, totalmente privi di fondamento scientifico, non ci aiuta a scegliere in modo consapevole come porci nei confronti degli OGM, che restano oscuri alla maggior parte della popolazione. Dobbiamo quindi  informarci in maniera corretta sulle ricerche in corso sugli OGM, in modo da avere una panoramica chiara sui diversi aspetti della questione e decidere come porci nei confronti di questa, ormai non più nuova, tecnologia.

BIBLIOGRAFIA

 

A cura di Micol Ghigo, revisionato da Gabriele Girelli.


About the Author : Micol Ghigo

Tecnico di Laboratorio Biomedico. Energica e Determinata. Progressista e innovatrice. Sportiva e viaggiatrice.

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