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Pro OGM

I 4 OGM che fanno bene

LA LEGGENDA DELLA FRAGOLA PESCE

Avrai sicuramente già sentito parlare della Fragola Pesce, uno degli OGM più famosi della storia. Ad ogni modo, per chi ancora non la conoscesse, la ormai celebre fragola pesce è una fragola resa resistente al gelo grazie all’inserimento di un gene estratto da un particolare pesce artico.

In rete si trovano innumerevoli citazioni, ti proponiamo un esempio:

La fragola con il gene di una sogliola del mar Baltico che doveva renderla resistente al freddo, è stata un disastro: il risultato è una fragola che sa di antigelo. Gli esperimenti sono stati subito interrotti, e la fragogliola è finita sullo scaffale dei cibi Frankenstein (Pizzati, 1999).

OGM - Fragola pesce

Tralasciando i nomignoli di dubbio gusto e l’articolo di bassa qualità riportato come esempio, oggi ti riveleremo una notizia sensazionale.

La fragola pesce non esiste!

Ti starai chiedendo che cosa abbia a che fare questa leggenda con le terapie mediche derivate da OGM. Assolutamente niente, è molto semplice. In questa breve introduzione abbiamo voluto però richiamare la tua attenzione con uno dei tanti esempi che colpiscono l’opinione pubblica sul piano emotivo, ma che sono basati su dei dati completamente inventati.

Questo è uno dei principali motivi per cui il mercato degli OGM è malvisto. La disinformazione non aiuta il pubblico a comprendere delle tematiche di per sé molto delicate.

Gli OGM sono una realtà ed è bene che tu sia informato su quali siano effettivamente le loro applicazioni, oltre ai pro e contro dei loro utilizzi. L’Italia avrà anche imposto il divieto di coltivazione degli OGM, ma questo non vuol dire che i prodotti geneticamente modificati non varchino i confini della nostra penisola. Come spiega un celebre articolo di Dario Bressanini (Bressanini, 2013), ricercatore presso il dipartimento di Scienze chimiche e ambientali dell’Università degli studi dell’Insubria a Como nonché blogger su lescienze.it ed autore di diversi libri, “Il nostro paese importa ogni anno 3,35 milioni di tonnellate di soia geneticamente modificata per farne mangimi per animali e questo è solo un esempio. Sono gli stessi animali che producono il latte, la carne e i formaggi di cui poi ci nutriamo. I prodotti biologici chiaramente fanno eccezione, ma tutto il resto della zootecnia fa affidamento sugli Ogm”.

Gli OGM sono tra noi, ma non sono poi così male come tanti vorrebbero dipingerli.

Non saprei spiegare il perché della paura per gli Ogm, è difficile dire come nasca la paura e come si possa bloccare il timore di qualcosa che non si conosce. È una forma di superstizione e va combattuta come tutte le cose inesistenti che possono essere più pericolose di quelle esistenti. Rita Levi Montalcini

Perché utilizzare gli OGM?

Gli obiettivi degli OGM sono molteplici, ma possono essere riassunti nel grande proposito di contribuire al miglioramento della salute sia dell’uomo che dell’ambiente. C’è chi li accusa di essere una vera e propria fonte di ricchezza economica, ma quale prodotto non è legato ad un business? Non scherziamo.

Le principali applicazioni degli Organismi Geneticamente Modificati sono le seguenti:

  • miglioramento della resa dei raccolti
  • aumento della resistenza delle piante/animali ad ambienti ostili e all’attacco dei parassiti
  • salvataggio delle specie a rischio
  • resistenza di alcune colture industriali ad erbicidi poco inquinanti e facilmente biodegradabili
  • produzione di farmaci
  • produzione di alimenti ad alto contenuto nutrizionale

Hai sempre associato il concetto di OGM a piante geneticamente modificate? Sono costretto a deluderti. Questa credenza è dovuta al fatto che le principali applicazioni degli OGM siano in campo agro-alimentare, ma in realtà ci sono studi molto interessanti che utilizzano OGM a scopo medico. In questo articolo ti illustrerò alcuni esempi.

La zanzara OGM

Negli USA è stata messa a punto una zanzara geneticamente modificata contro le malattie esotiche. Il nemico da combattere è la zanzara Aedes aegypti, originaria dell’Africa, che con la sua puntura trasmette gli agenti virali della febbre dengue e della chikungunya. La febbre dengue è una malattia molto debilitante con sintomi tipici dell’influenza e può portare alla morte. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità colpisce ogni anno fra i cinquanta e i cento milioni di persone, ma uno studio pubblicato su Nature (Nature, 2013) parla di trecentonovanta milioni di casi accertati. Il virus chikungunya, trasmesso attraverso la puntura di una zanzara infetta, causa invece crampi e forti dolori muscolari.

Lo studio made in USA è nato dalla collaborazione fra Oxitec e Instituto Gorgas (Istituto di Salute Pubblica Panamense).
Lo studio è stato condotto utilizzando Oxitec OX513A, ceppo ingegnerizzato geneticamente che provoca la morte delle zanzare Aedes aegypti, in un quartiere di Nuevo Chorrilo, sobborgo residenziale del distretto di Arraiján (Panama). L’area urbana di dieci ettari ospita circa novecento residenti. Nell’area di studio sono state rilasciate zanzare maschio Oxitec OX513A, che non pungono né trasmettono malattie, e si sono accoppiati con le femmine locali della Aedes aegypti con il risultato che la loro prole è morta prima dell’età adulta, contribuendo ad una riduzione della popolazione delle zanzare del 90% rispetto ai siti di confronto. Dopo gli esperimenti in aree contenute, se l’FDA (Food and Drugs Administration) darà il nulla osta sarà la Florida a testare sul campo le zanzare (Oxitec, 2015).

Carote OGM per la malattia di Gaucher

È stato raggiunto un altro traguardo importante grazie all’approvazione da parte della FDA dell’utilizzo del taliglucerase, un farmaco a base dell’enzima glucocerebrosidasi di origine ricombinante, prodotto da cellule vegetali. Questo farmaco è stato sviluppato per sostituire l’enzima mancante nei pazienti affetti dalla malattia di Gaucher, una malattia da accumulo lisosomiale causata dalla mancanza dell’enzima glucocerebrosidasi. In Usa i malati di Gaucher sono circa sei mila (Fox, 2012).

Le cellule di Gaucher si accumulano soprattutto nella milza, nel fegato e nel midollo osseo. Possono infiltrarsi anche in altri tessuti, incluso il sistema linfatico, e in casi rari nel sistema nervoso.

L’enzima glucocerebrosidasi è uno dei tanti enzimi lisosomiali che ha il compito di trasformare il glucocerebroside (componente delle membrane cellulari dei globuli rossi e dei globuli bianchi) in zuccheri (glucosio) e grassi (ceramide). Le persone con la malattia di Gaucher non possiedono l’enzima glucocerebrosidasi per cui non sono in grado di demolire il glucocerebroside, che così si accumula nei lisosomi, impedendo ai macrofagi (cellule del sistema immunitario) di funzionare normalmente. I macrofagi, ingrossati per l’eccesso di glucocerebroside, prendono il nome di cellule di Gaucher.

Gaucher - OGM

Un organo che contiene le cellule di Gaucher quasi sempre si ingrossa e non funziona correttamente, dando origine ai sintomi della malattia che spaziano da malesseri molto lievi a condizioni incompatibili con la vita.

Sviluppato dalla biotech israeliana Protalix, poi unitasi alla Pfizer, il farmaco viene realizzato con una nuova tecnologia produttiva basata sulle cellule di carota. Questa tecnologia per la produzione su larga scala di proteine ricombinanti è stata approvata dalla FDA, non comporta nessun rischio di contaminazione virale ed è per giunta fino al 90% più economica rispetto a quella classica, che prevede l’utilizzo di cellule di criceto (Elelyso, 2015).

La super banana OGM

Nel frattempo nello Iowa (USA) si testano le super banane OGM su volontari umani: alcune persone guadagnano fino a 900 dollari per fornire campioni del proprio sangue dopo aver mangiato dei pezzi di banana di un’insolita tonalità di arancio.

Banana OGM

Come si nota nelle immagini, la polpa della banana geneticamente migliorata è arancione. Ti starai chiedendo come mai. È per via della presenza di carotene, inserito artificialmente tramite tecniche di ingegneria genetica.
Questo è il primo test sull’uomo con banane geneticamente modificate al fine di contenere livelli più alti di beta carotene, molecola che il nostro corpo converte in vitamina A. Lo scopo dei ricercatori è quello di provare che mangiando questo tipo di frutta aumenta la quantità di vitamina A nel sangue.

James Dale, ricercatore della Queensland University of Technology a Brisbane in Australia, è l’ideatore delle super banane, la cui realizzazione è stata finanziata dalla Fondazione benefica costituita da Bill Gates. Il team di ricerca ha inserito i geni nelle piante e poi, una volta che la frutta è maturata, è stata raccolta, congelata e spedita nello Iowa. In quanto geneticamente modificata, sono stati necessari permessi speciali affinchè potesse entrare negli Stati Uniti (QUT, 2009).

Si tratta di banane molto comuni in Africa dove vengono consumate cotte al vapore o fritte. Se i risultati saranno quelli sperati i frutti verranno poi spediti in Uganda, dove le banane sono parte integrante della dieta quotidiana e dove molte persone soffrono di gravi malattie a causa della carenza di vitamina A. L’obiettivo del progetto di ricerca è quello di sopperire a tale carenza con l’introduzione di banane OGM arricchite di Vitamina A.

Il progetto è molto ambizioso, ma restano molti ostacoli da superare: i governi dovrebbero approvarle, dovrebbero essere coltivate e bisognerebbe riuscire a persuadere la popolazione a mangiare banane arancioni.

Golden rice

Da un chicco di riso geneticamente modificato invece potrebbe arrivare una cura per la carenza di ferro.

I chicchi di riso tradizionale contengono acido fitico, una sostanza che può ostacolare l’assorbimento del ferro da parte del nostro sistema digerente. La parte verde della pianta del riso contiene inoltre un precursore essenziale per la vitamina A, il beta-carotene, che è assente nel chicco. Nei paesi in cui il riso è la principale forma di nutrimento, si verificano molti casi di anemia dovuta alla carenza di Vitamina A. L’anemia da carenza di ferro è considerata la sindrome da carenza più diffusa nel mondo. Secondo le stime dell’UNICEF, 3,7 miliardi di persone soffrono di tale patologia. Nei paesi sottosviluppati il 40-50% dei bambini sotto i cinque anni e più del 50% delle donne incinte manifestano carenze di ferro.

La vitamina A è essenziale per il funzionamento del sistema immunitario ed è la responsabile della protezione delle membrane cellulari. La carenza di vitamina A aumenta i rischi di infezioni, la cecità notturna e nei casi più gravi provoca cecità totale.
In passato si potevano curare solo parzialmente gli effetti di questa carenza tramite l’assunzione di alimenti arricchiti con vitamine e minerali.
Oggi, grazie al progetto Golden Rice, la risoluzione definitiva a questo problema sembra decisamente più vicina. Presso l’ETH di Zurigo infatti è stato modificato un gene del riso e ne sono stati introdotti altri due nel patrimonio genetico della pianta, provenienti dai fagioli verdi e da uno specifico microrganismo. Le modifiche al genoma del riso sono due: la prima permette un maggiore assorbimento del ferro, la seconda lo concentra nel chicco e non nella buccia (PubMed, 2008).

Nonostante si pensi che gli OGM siano prodotti creati artificialmente dall’uomo per migliorare la resa dei raccolti e per meri interessi economici, questi studi dimostrano concretamente come prodotti geneticamente migliorati rappresentino anche una possibile soluzione a malattie complesse, che mietono milioni di vittime nel mondo.

BIBLIOGRAFIA

A cura di Isabella Damiani. Revisionato da Federico Gessa


About the Author : Isabella Damiani

Biotecnologa del farmaco. Curiosa e positiva. Viaggiatrice appassionata. Abile tennista

3 Comments
  1. […] OGM sono una grande possibilità di cura e miglioramento del pianeta, così come causa di problemi e discordia. Sta a noi usarli nel modo […]

  2. […] OGM sono una grande possibilità per il futuro e offrono già importanti risultati nel presente. Ostacolare la ricerca utilizzando slogan confezionati ad arte per ingannare l’opinione […]

  3. […] Se vuoi conoscere altre varietà OGM e le loro applicazioni, leggi anche:  “i 4 OGM che fanno del bene”. […]

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